martedì 12 maggio 2009

Sindaci Isole minori: “Ora basta, siamo scomparsi anche dalle cartine-meteo!”

La misura è colma: oltre ai “tagli” sui trasporti, al problema dei rifiuti, alla sanità, ora ci si mettono pure le previsioni del tempo.
I sindaci delle Isole hanno dichiarato che inoltreranno una protesta scritta ai vari network televisivi, per denunciare la mancata presenza delle isole minori nelle cartine delle previsioni del tempo.
«Possiamo capire che in un momento di crisi come quella che stiamo attraversando si chiedano sacrifici, ma questa esclusione è inaccettabile, perché aggiungere le isole minori su una cartina meteo non costa nulla».
In effetti tutto sembra congiurare contro queste isole. In un mondo sempre più globalizzato e ad alto impatto mediatico, non trovare le isole sulla cartina meteo è un danno non trascurabile.
Contestato anche il modo in cui i meteorologi fanno le previsioni: parlano sempre di come sarà il tempo sulle Isole maggiori, dimenticando questi isolotti così già provati dalla natura.
Ed allora si cominci a dare un segno, un piccolo segno di presenza. Almeno sulle mappe.

Salina – Concluso l’incontro dei Sindaci delle Isole minori

Il “colpo a sorpresa” preannunciato dal Cantaro ed accuratamente preparato dai sindaci in quel di Valdichiesa, c’è stato ed avrà ripercussioni clamorose.
Dalle primissime indiscrezioni che siamo in grado di anticiparvi, al termine dalla riunione tenutasi a Santa Marina Salina i sindaci delle isole minori hanno approvato un documento nel quale chiedono al Governo l’adozione di “leggi speciali per queste isolette”, confermando, ove mai ce ne fosse bisogno, che in Italia tutto è “speciale” e nulla è normale.
Vi avevamo detto dell’atmosfera carica di tensione che si respirava nei giorni del ritiro e si capiva che ormai “l’ora delle decisioni irrevocabili” era arrivata.
Le richieste rendono appieno la convinzione che questi piccoli “isolotti”, disseminati casualmente nel basso Tirreno, più che di una politica seria di sviluppo hanno bisogno di ulteriori “leggi speciali” per renderle ancora più diverse.
A far pendere la bilancia verso questa clamorosa decisione è stata anche la scoperta di non essere solo Isole (fatto che agli occhi del profano può sembrare banale), ma "isole nell'Isola" ed è questa una realtà che non ha riscontro a livello nazionale e regionale.
Raggiunto l’accordo sul documento i riflettori si spostano ora a Palermo, dove l’agguerrita pattuglia di “ribelli” si recherà a breve per recapitare il pacco delle proposte (ATO – SIREMAR – AUSL - DUPIM) e chiarire una volta per tutte che è vero che questi sono posti divini, ma è altrettanto vero che se il paradiso c’è, deve esserci per tutto l’anno e dunque anche d’inverno.

lunedì 11 maggio 2009

Slow food – “Modello Salina, l’isola biodiversa”

L’isola di Salina ha tutte le carte in regola per diventare l’emblema della filosofia “slow” in Sicilia, in quanto integra al meglio la vocazione marina, quella agricola e quella della pesca tradizionale.
Queste caratteristiche fanno sì che questa incantevole Isola del basso Tirreno sia l’espressione più avanzata della biodiversità.
Parafrasando una vecchia pubblicità, potremmo dire che contro il logorio della vita moderna una volta bastava un amaro… Oggi, basta arrivare a Salina!
L’isola slow, com’è ormai conosciuta, ha dato origine al “Modello Salina”, in cui la varietà delle Amministrazioni ben si sposa con le bellezze paesaggistiche e l’estro imprenditoriale locale coniuga perfettamente l’agricoltura sostenibile con le radicate tradizioni enogastronomiche.
Essere “slow” è dare senso al moto lento, dare giusta importanza al piacere legato al quieto ed inutile fluire delle parole, godere nella multiforme varietà amministrativa, riconoscendo nel pigro fare una risorsa e non un limite.
Rispettare il ritmo delle stagioni e del convivio senza fretta, adeguando il passo, frenando il ritmo di vita.
Osservare, ascoltare, pensare e godere delle piccole gioie altrimenti sfuggenti… ma sempre slow.
Qui tutto è slow: i trasporti sono slow; il turismo è slow; l’azione amministrativa è slow; le regole sono slow; i servizi sono slow; lavorare è slow; il sesso è slow.; la crisi è slow e……. anche lo stress è slow.

Il Cantaro-tendenze: l’aperitivo.

Fin dall'antichità molti popoli usavano far precedere la cena da una bevanda aromatica, più o meno alcolica. Lo scopo era quello di stuzzicare l'appetito, una funzione questa che si intuisce anche nell'etimologia della parola "aperitivo", che in latino vuol dire: “aprire, iniziare”.
Nel tempo questa abitudine si è adeguata ai tempi, ma rimanendo comunque una situazione confinata in ambienti bene o propria di artisti e personaggi eccentrici.
Ma dalla metà degli anni novanta l’aperitivo è diventato un fenomeno molto amato dai giovani e non solo. Momento di incontro, occasione per socializzare mangiando e sorseggiando qualcosa di gustoso, dove ci si conosce in un clima informale.
Oggì è diventato qualcosa di più: un vero e proprio rito sociale che coinvolge trasversalmente un po’ tutti, dai “fighetti” alle “squinzie”, dai “very fashion” ai “no global”, dai “rasta” a “giovani pasionarie”, tutti uniti nello “Spritz” che abbatte ogni diversità sociale.
Così, anche “ingredienti poveri” come i classici salatini, ma anche verdure sott'olio e sott'aceto, bruschette e focaccine, o tartine tanto bistrattate ai tempi in cui ce le offrivano le nostre nonne, sono diventate “trendy”, sono “cool”, sono così “lounge” da rendere questo momento socializzante ormai un'abitudine costosa.
Tra una pacca sulla spalla, un’occhiata alla vicina sexy e un leggero filosofare, ci si racconta la giornata, si scherza e si tira tardi.
Ma alla fine un dubbio resta: l’aperitivo è di destra o di sinistra?

domenica 10 maggio 2009

Salina – Dopo le 5 vele arriva Aquaphone

Dopo la consegna delle 5 vele, massimo riconoscimento assegnato ai Sindaci dell’Isola Salina
per le politiche di attenzione, valorizzazione del territorio e della costa, il palmares ambientale si arricchisce di un altro prestigioso riconoscimento con la consegna, a breve, del primo Aquaphone (nella foto).
Una centralina subacquea a disposizione di chiunque voglia segnalare in diretta e da un luogo di osservazione inedito la qualità dell’acqua o l’eventuale presenza di colibatteri inquinanti.
Aquaphone può essere anche un prezioso aiuto per sub o nuotatori in difficoltà e sarà segnalato in superficie da una boa audio-lampeggiante.
I primi tre esemplari verranno installati nelle acque prospicienti i Comuni dell’Isola.
Un ulteriore passo in avanti per tutto l’ecosistema marino, insomma.
“Una sperimentazione virtuosa è possibile in questi luoghi dove il globale si traduce in agire locale e dove con una semplice sub-card è possibile telefonare senza neanche uscire dall’acqua” afferma raggiante il Presidente di “Gozzo Blu”, che insieme alla compagnia telefonica spagnola Menaphone sponsorizza l’iniziativa.
Da queste parti il modello di sviluppo turistico è stato gestito come una risorsa intelligente e non come mero sfruttamento commerciale del fenomeno; ciò ha garantito alla selezionata clientela che raggiunge quest’Isola di sviluppare una sensibilità mirata alla tutela dell'ambiente.
Il prossimo passo sarà l’istituzione di aree marine protette, contro l'abusivismo marino e i "pirati del mare", che quando il maltempo si avvicina portano via l’antico vaso con l’aiuto degli amici.

Premiata pizzeria “ 'Nto bagghiu ‘a criesia”

I lettori che immaginavano la nascita di una pizzeria nella parte laterale della chiesa di S. Lorenzo, hanno dimostrato di capire certe dinamiche socio-economiche.
A quanto pare, vista l’indifferenza dei fedeli, i Sacri palazzi hanno concesso l’area per la costruzione di un’attività commerciale che coniughi libero mercato e valori sacri.
“Perché far nascere un chiostro… quando si può costruire un chiosco?” si sono chiesti i massimi esponenti ecumenici.
La chiesa del patrono di Malfa diventa così il banco di una inedita sfida da tramandare ai libri di Storia.
Le travi poste sui “pulera a cono mozzo” già ci sono. Adesso, sotto con il pergolato che terrà freschi i visitatori durante la canicola d’agosto! E se l’afa augustea verrà definitivamente sconfitta, il progetto potrà decollare definitivamente.
La sera, tra una pizza e l’altra, gli avventori potranno deliziarsi con proiezioni cinematografiche che affrontano in maniera originale tematiche religiose.
Tra i film in programma: la commedia brillante “Dalila, perché mi hai tagliato i capelli?”, ispirato alla celebre storia di Sansone; il sequel “Gomorra contro Sodoma”; l’avventuroso “Un’arca per Noè”; il dramma familiare “Giuseppe venduto dai fratelli” ed il documentario “I lavoratori della vigna”.
Insomma i tempi cambiano e tutti, ma proprio tutti, si devono adeguare.

sabato 9 maggio 2009

Lista Santisi: è caccia alla mossa vincente

Dopo la presentazione della prima finalista dell’incontro che si giocherà a Leni ai primi di giugno, gli esperti del settore si domandano quale potrebbe essere la risposta tattica di Santisi.
Se dalle dichiarazioni iniziali sembrava che la nuova compagine avrebbe tenuto un atteggiamento di attacco tout court, passando da uno spregiudicato “tridente” ad un ben più sbilanciato “zappone a quattro corna”, col tempo il Mago dell’ultim’ora ha dovuto rivedere la propria formazione.
E così, alla stregua di un trainer che si accinge a vincere clamorosamente un Mondiale, Santisi consegnerà l’undici titolare all’ultimo momento. Motivazione? In questa maniera l’avversario non può approntare comode contromosse.
Ma come si può ovviare alla vera e propria onda d’urto messa su dal presidente Gullo, costruita unicamente per vincere (al di là dello spettacolo)? Come frenare questa potentissima corazzata, ben messa in campo dal Team Manger Saltalamacchia con un rombo che pressa alto già sulla trequarti per soffocare il gioco sul nascere?
A Santisi non resta che ridisegnare tutto, mirare ad adattarsi ai giochi e cucire addosso ai propri componenti uno schema appropriato… Se solo sapesse chi sono!
Urge una campagna acquisti di prim’ordine mirata a spaccare in due il team rivale per poi attaccarlo negli spazi, magari ricorrendo al mercato di riparazione. In questi casi bisogna affidarsi a quegli esponenti capaci di fare un gioco “oscuro” e di interdizione, nascondendo il pallino del gioco all’avversario.
Oppure, se tutto dovesse andare male, affidarsi ad uno spaventoso catenaccio, buttare la palla avanti… e sperare che Dio la mandi buona!

venerdì 8 maggio 2009

ULTIM’ORA

È “Uniti per Leni” la prima squadra ammessa alla finale che scatterà sabato 6 giugno alle ore 15.00, per aggiudicarsi la competizione elettorale nel Comune di Leni.
La squadra schiererà: Baldanza in porta; la linea difensiva sarà composta da Cincotta – Donato e Argentaro; i tre esterni Bartolone - Giardinello – La Mancusa; in mezzo al campo il playmaker Rando; in attacco De Fina e Lo Po. A disposizione Chiofalo.
La dirigenza, oltre al Presidente Gullo e all’Amministratore delegato Pollicino, si avvarrà del Team Manager Saltalamacchia e del Responsabile risorse umane Montecristo, mentre i rapporti con l’esterno saranno tenuti da A. Donato.

Il Cantaro-cultura: “Il rutto del ciclope Polifemo” il nuovo libro di Felice Deimaroni

Il vino era per i greci una bevanda sacra, alla quale attribuivano un’importanza tale da riconoscervi perfino un Dio: Dioniso, che rivelò agli uomini i segreti della produzione della bevanda.
In onore di Dioniso si celebravano le cosiddette “orge dionisiache”, delle vere e proprie feste dedicate proprio al nettare d’uva.
Nei poemi di Omero la vite ed il vino sono stati solennemente celebrati come dono speciale delle divinità ed anche Ulisse, l’eroe “che va sempre oltre”, ospite di Alcinoo re dei Feaci, durante un banchetto in suo onore ne fu vittima prendendosi una colossale sbornia.
Gli studiosi hanno a lungo indagato sulle tipologie e sugli effetti di questi vini e si sono soffermati in particolare sul cosiddetto “nettare degli dei”, la Malvasia, prodotto da un vitigno originario di un promontorio della Grecia meridionale.
Questo vino ebbe subito grande fama come attestano alcune monete liparesi nelle quali, tra tralci e grappoli d’uva, è raffigurato Efesto, dio dei Vulcani che porge agli dei un Kantaro colmo del biondo nettare.
E fu proprio questo vino a tirare fuori dai guai Ulisse nel terribile incontro con il ciclope Polifemo, che lo tenne prigioniero nella sua grotta cibandosi di tanto in tanto dei suoi compagni.
Ulisse gli offrì una ciotola ricolma di questo “zampillo di nettare d’ambrosia”, che piacque cosi tanto al ciclope da invogliarlo a chiederne ancora e poi ancora, fino a quando cadde all’indietro, supino, con l’enorme testa piegata ed emise un rutto così forte da vomitare vino e bocconi di carne umana.
Fuggito da Polifemo Ulisse e i suoi compagni fecero tappa proprio a Salina, ai tempi chiamata Dydime (“la gemella”), dove per ringraziare gli Dei dello scampato pericolo, piantarono un tralcio di questo prezioso vitigno che tenevano in serbo sulla loro nave.
Tutto questo e altro è raccontato nel volume “Il rutto del ciclope Polifemo” di Felice Deimaroni,
a breve in libreria, che ripercorre fin dai primordi la storia di questo mitico vino che oggi a Salina, e precisamente a Malfa, ha la sua patria di elezione.
Ancora oggi, infatti, viene prodotto con gli stessi antichi metodi tradizionali, da uomini capaci di perseguire un ideale di perfezione, con lo stesso lungo e paziente procedimento utilizzato per secoli.

Inter club “Massimo Moratti”: punto di riferimento nerazzurro

Lo scorso fine settimana l’isola di Salina è stata letteralmente invasa da una quantità innumerevole di tifosi nerazzurri. Il Presidente Claudio Saltalamacchia (personaggio pubblico degno del Cantaro), infatti, ha pensato bene di fare dell’isola il punto di ritrovo di numerosi Inter clubs.
Il satanasso di un Presidente ha in questi anni operato un’azione lenta e costante, che si potrebbe definire anche “sotterranea”, cementando una vera e propria fratellanza con gli altri siculi di fede interista.
Tutto questo, dicono i maligni, è stato fatto per raccogliere i futuri consensi per un’eventuale avventura politica. Ma c’è un dato di fatto: Salina non ha mai visto in bassa stagione tanta gente come negli ultimi giorni. L’economia isolana si è improvvisamente impennata, per poi riabbassarsi dolorosamente al momento della partenza dei vari associati.
Tutti hanno dovuto riflettere di fronte a quella desolazione, anche chi giurava fede ad altri colori. Adesso si rimpiangono quei visitatori vocianti, ai quali si guardava con superiore scherno.
E allora ben venga un personaggio come il caro Presidente, capace di sovvertire qualsiasi pronostico e farlo girare a proprio favore.
C’è da scommetterci: dopo questa esperienza, per l’anno prossimo l’Inter club “Massimo Moratti” avrà molti più iscritti.

giovedì 7 maggio 2009

Trasporti: “tagliato” il collegamento con Napoli?

Giornata convulsa quella di ieri sul fronte dei trasporti, per le voci di un imminente “taglio” del traghetto SIREMAR che collega le Eolie a Napoli.
Se così fosse, sarebbe questo il primo vero tangibile risultato dei vari tavoli che in questi mesi si sono susseguiti al Ministero.
Ma andiamo con ordine: appena si è sparsa la notizia, i soliti irriducibili (quelli che “se non gli dicono NO si arrabbiano”) sono saliti a bordo della Laurana appena arrivata a Lipari, chiedendo conferma delle indiscrezioni a marinai , sottufficiali e infine al comandante.
Dalle prime notizie frammentarie il comandante della nave, malgrado la giornata primaverile, si mostrava molto abbottonato dicendo, in sostanza, che ancora non c’èra nulla di deciso.
Poi il colpo di scena: tutto ruoterebbe attorno al contenuto di un fax che la società TIRRENIA avrebbe inviato agli alti comandi di bordo e nel quale si preannunciavano i tagli.
Scattano le ricerche del fax, perquisite varie sedi ed agenzie anche in Parlamento, sono stati immediatamente attivati senatori e deputati, ma del prezioso foglio non c’era traccia.
Intanto, anche sulla Laurana cominciavano le ricerche con i soliti facinorosi che minacciavano di non far partire la nave se prima non si fosse trovato il fax.
Ma la serenità delle Amministrazioni lasciava comunque fiduciosi sull’esito finale della vicenda: lavorare in silenzio alla fine paga sempre.
Correva voce, infatti, che la soluzione di ricambio fosse già pronta, ovvero un traghetto privato che 3-4 volte la settimana collegherebbe Milazzo-Lipari e Napoli. Le altre isole non toccate si sarebbero arrangiate organizzandosi con le barche.
La soluzione pensata era quella di raggruppare sulla secca del Capo i barconi con i passeggeri delle altre Isole per poi imbarcarli.
A tal fine, il Ministero dell’Interno avrebbe emanato una circolare nella quale, in deroga alle attuali leggi sull’immigrazione clandestina, consentiva a questi barconi di sostare in mare aperto senza per questo essere soccorsi e scortati al CPT di Lampedusa per il riconoscimento e il rimpatrio.
In nottata il colpo di scena finale. La Tirrenia smentiva tutto: “non c’è alcun fax, andiamo avanti così come previsto fino alla fine”.

martedì 5 maggio 2009

Amministrative Leni: la situazione

Mancano ormai pochi giorni alla presentazione delle liste nel piccolo ed operoso comune di Leni.
Sarà gara a due oppure a tre? Questo, in sintesi, sembra essere l’ultimo nodo da sciogliere.
Le novità degli ultimi giorni sono essenzialmente due: la prima è che la cordata di cittadini di Malfa si è ufficialmente ritirata in quanto, come detto in un comunicato, “non esistono più le condizioni per salvare il paese”.
La seconda è che la traversata nel deserto del candidato-medico Santisi è terminata.
Stremato, ma non ancora domo, è arrivato nottetempo nel Comune di Leni ed anche se in notevole ritardo sulla tabella di marcia, ha iniziato subito i contatti per la formazione di una lista.
“Avrei fatto prima se fossi venuto via mare” si è lasciato sfuggire, “se non altro avrei evitato di bucare le ruote dell’ambulanza”.
Intanto, in paese qualcuno ha manifestato più di un mal di pancia per le decisioni sulla composizione della squadra amministrativa e minaccia di raccogliere una ciurma di irriducibili che non vuole arrendersi allo “straniero”.
La linea della lista Gullo resta invariata: coniugare pluralismo di opinioni e decisionismo.
Nel frattempo abbiamo le prime indiscrezioni sui nomi delle liste. I più gettonati sono: “W Leni” – “Forza Leni”– “Leni dei malori” – “Voglia di Leni” – “Un cerotto per Leni” – “So-corso per Leni”.
Quest’ultimo sarebbe il nome scelto dalla lista di Santisi ed in effetti per un medico sembra proprio azzeccata.
La gente sembra tranquilla, partecipa, si informa e si accalora sperando che passato questo fiume di parole resti qualcosa anche per loro.

Tolleranza zero: i malfitani si spaccano!

Dopo il gravissimo episodio che aveva visto una donna marocchina picchiata in pubblica piazza da chissà quanti connazionali,il popolo di Malfa si è improvvisamente destato.
La gente ha subito pensato cosa sarebbe potuto accadere se il fatto fosse avvenuto durante l’estate… cosa avrebbero pensato di noi, i turisti? Una fortuna, quindi, che lo scempio sia avvenuto a stagione estiva ancora lontana. Le parvenze sono quantomeno cautelate.
Ma i malfitani, gente da sempre ligia alle regole, al buongusto ed alla compenetrazione sociale, hanno detto basta! Tolleranza zero! In poche parole: questi extracomunitari hanno rotto! Ma cosa fanno i nostri politici, oltre a mangiarsi lo stipendio? Non lo sanno che siamo noi a pagare le tasse?
Un vero e proprio sconcio, che fino ad oggi non era stato notato da nessuno. Un po’ come i rifiuti in Campania, diciamo… Ma ora che i fatti sono sotto gli occhi di tutti, se necessario, bisogna far intervenire anche l’esercito!
Quindi, è stata approntata una petizione. Con questa raccolta di firme, da presentare al sindaco, i cittadini pongono un fermo veto sull’indifferenza e sull'illegalità. Altrimenti, succede il quarantotto!
Ma di colpo, il paese si è trovato spaccato in più parti:

Gli Intransigenti, che da tempo mormorano: “Te l’avevo detto che succedeva ed è successo! Dovevamo pensarci prima, ma a modo nostro!”;

I Buonisti, che non hanno il polso sufficiente per fronteggiare la situazione;

Gli Opportunisti riflessivi, cioé quelli che hanno comunque firmato e che poi hanno dovuto fare delle considerazioni, pronunciate ad alta voce:”Innanzi tutto, molti extracomunitari campano ammassati in pochi metri quadrati, senza servizi igienici e pagano un discreto affitto”, “poi, parecchi di loro lavorano in nero e senza alcuna assicurazione”, “e se Tolleranza zero deve essere, deve valere per tutti… Insomma…, bisognerebbe guardarsi attorno e farsi qualche giro per il paese…”. “Ma allora, forse, sarebbe meglio cancellare il proprio nome dalla petizione, perché siamo stati troppo affrettati”;

I Coerenti: quelli che sostengono che se bisogna picchiare una donna lo si fa in casa propria, che un’aggressione tra compaesani è meno grave che tra extracomunitari e che se proprio bisogna prostituirsi, beh, che almeno si favorisca gente del posto!

Una situazione difficile da decifrare? No. Basta solo appartenere ad una di queste categorie.

lunedì 4 maggio 2009

Se son fiori fioriranno

Un giovane figlio dei fiori malfitano degli anni Settanta, diceva che : “A littera va zappata, perché è l’anello di congiunzione fra l’uomo e la natura: stato intermedio, cioè, fra l’aspetto naturale, spontaneo del mondo naturale terrestre e la creazione umana. La natura (o parti di essa) addomesticata, in altri termini”.
Ed ecco, dopo tanti anni, che per magia le strade del Comune di Malfa ritornano a fiorire come in quei magnifici anni settanta di cui tutti ne parlano ma nessuno più si ricorda.
E così una mattina, armati di buona volontà, tutti gli operatori comunali abili a disposizione hanno iniziato a zappare lungo tutte le strade del proprio comune e poi, non soddisfatti, hanno continuato pure con le strade provinciali.
E così, “... sistema un’arginella di qua”, “... metti ancora un po’ di terra di là…” è avvenuto il miracolo.
A questo punto le scelte effettuate, specie vegetali da impiegare, densità e posizione delle piante, potranno risultare efficaci solo se sarà stato appropriato anche l’accoppiamento pianta – piantatore.
Infatti, chi mette a dimora la pianta raggiunge in quell’attimo il potere divino dell’amore per la creazione e la vita. Allora, in quell’ istante, il giardiniere deve essere tutt’uno con la natura, deve plasmare con le mani la terra, poi ci deve sudare sopra e solo alla fine poserà il suo sguardo sulla sua creazione e sarà vita… se pur vegetale.
Ora, questo povero operaio, che altro non è che il padre putativo della pianta, deve prendersi le sue responsabilità, e deve intervenire sulle fasi della crescita naturale ed emotiva della sua creatura.
Infatti le piante sono come gli esseri umani, devono essere accudite con tanto amore ed affetto. Hanno bisogno di nutrirsi e crescere serene con la tenerezza di chi le circonda, quindi bisogna evitare di calpestarle, di fargli frequentare brutte erbacce e curarle quando si ammalano.
Alla fine chiudiamo con la speranza che i “padri” si prendano cura di tutte queste giovani piante che un giorno cresceranno. Come si suole dire : se son fiori fioriranno.

sabato 2 maggio 2009

Chiesa di S.Lorenzo: ultimati i lavori

Sono di fatto terminati i lavori di restauro e risanamento conservativo della Chiesa madre di San Lorenzo in Malfa, assieme a quelli dell’attigua terrazza esterna.
I lavori, nel complesso architettonico che risale al 1926, cominciati due anni fa, sono stati particolarmente difficili per lo stato di abbandono di alcune parti dell’edificio.
Particolare difficoltà ha presentato il rifacimento (in pratica la “re-invenzione”) dell’area della terrazza esterna lato est, in quanto il degrado del tempo ne aveva cancellato i tratti stilistici e compromesso la fruizione.
Ma oggi, grazie ad ardite suggestioni progettuali neo-eoliche, non prive di originalità, quest’area risplende di nuova luce
Non era semplice concepire, ricostruire ed armonizzare accanto ad una Chiesa l’antico “bagghiu eoliano”, con pulera a “cono mozzo” che si innalzano fino a sostenere robuste travi di castagno, destinate ad ospitare tralicci di canne, o un bel pergolato di vite per dare ombra di giorno e per proteggere dall’umidità la sera.
Lungo il “bagghiu” sfila un rialzo (o “bisola”) che fa da sedile, mentre nel centro è stata restaurata l’antica cisterna e la corona esterna in ferro battuto che ospita “u sicciu”, il secchio per prendere l’acqua.
La solarità dei colori immerge tutto il complesso nel disegno colorato del paesaggio.
L' architettura religiosa costituisce un aspetto fondamentale della cultura e della società eoliana. L'eterogeneità dei modelli offre un ventaglio di soluzioni superiori a quelle dell' architettura religiosa classica, in quanto la varietà delle forme e l’invenzione di nuovi tratti (pulera a “cono mozzo”) rispecchia non solo l'evoluzione storica degli stili, ma anche inventiva progettuale svincolata da ogni limite e controllo.
In questa ottica il restauro del terrazzo esterno è un esempio di architettura-rurale religiosa coerente con l’uso familiare e conviviale, che si inserisce nell’ambiente con assordante silenzio.