martedì 2 giugno 2009

Salina: clamorosa protesta per l’aumento dei prezzi nel porto turistico.

Clamorosa protesta da parte di consiglieri comunali, pescatori, barcaioli, diportisti e semplici cittadini per l’aumento delle tariffe nella darsena del porto turistico di S. Marina Salina.
Esasperati dalla crisi e dai continui aumenti, hanno occupato l’area portuale formando un catena umana che ha praticamente impedito l’accesso sia al porto turistico che a quello commerciale.
È dovuto intervenire anche il Circo del Mare, bloccando per diverse ore il sistema semaforico intelligente che da qualche giorno regola l’attracco dei mezzi.
Momenti di tensione si sono registrati anche tra i manifestanti, in quanto, per chiudere l’imboccatura, in molti si sono dovuti gettare in mare.
Durante questa operazione ci sono state accese discussioni su chi dovesse andare in acqua e chi invece doveva restare sulla banchina.
Le lamentele sono state così forti da raggiungere anche la vicina frazione di Lingua, dove gli abitanti si sono precipitati per strada temendo l’arrivo di qualche terremoto.
La protesta, ripetiamo, clamorosa, è andata avanti per qualche ora. Poi, il deciso peggioramento delle condizioni meteo ha consigliato anche i più determinati ad uscire dall’acqua.
Una motovedetta giunta nel frattempo da Lipari li ha tirati a bordo, dove sono stati prontamente soccorsi e rifocillati con bevande calde e cibo.
Il contenzioso su questo che è l’unico vero porto turistico delle Eolie risale a qualche anno addietro, ma fino ad oggi l’oculata gestione dei posti barca non aveva creato eccessivi problemi.
Ma l’uscita della locale Cooperativa che gestiva la struttura e l’affidamento ad una Società privata, dava l’avvio a questo braccio di ferro che con l’estate alle porte non promette nulla di buono.
«È la solita politica che penalizza i più disagiati e le fasce più deboli della popolazione. Ci chiediamo come farà un pensionato a pagarsi un posto barca di 600 euro ad agosto. E se consideriamo che la “perimetrazione” impedirà anche il parcheggio nelle zone limitrofe, saremo costretti in pratica a rinunciare alla vacanza» ci dice un arzillo pensionato.
Anche i pescatori che prima usufruivano dello sconto “residente” sono sul piede di guerra.
«Il pescato è scarso, le leggi ci impediscono praticamente di pescare, il carburante aumenta e ora ci si mette pure l’aumento del posto barca. Sarà meglio cambiare mestiere».
Al termine di una giornata convulsa è intervenuta anche la Regione, che in tutta fretta ha allestito un tavolo per concertare una via d’uscita a questa spiacevole situazione.

2 commenti:

  1. be possono tutti nn solo andare a fanc..... ma anche a raccogliere capperi........ISACCO

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  2. Caro ISACCO vedi di andare tu in quel posto e anche a raccogliere capperi... Che ti fa bene alla mente e a quel mentecatto di fisico che ti ritrovi!!
    evviva l'educazione

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