L'uomo, nei secoli, ha sempre cercato sistemi e sostanze che potenziassero le sue capacità amatorie, non ultimo il cibo. In un ideale pantheon, quindi, il cappero occupa un posto di primo piano.Le sue virtù sono tramandate da tempi antichissimi, addirittura ne fa un cenno anche la Bibbia nell’Ecclesiaste XII (“…e il cappero non avrà più effetto”), alludendo alle virtù di questa pianta.
Un autore cinquecentesco, Domenico Romoli, soprannominato “Panunto”, nel suo trattato culinario ''La singolar Dottrina'', afferma che: «...quei che mangeranno capperi non hauran dolore di milza, ne di fegato...son contrari alla melanchonia, proucano l'ourina...». Lo stesso autore non manca di accennare a presunte virtù afrodisiache, specificando che i capperi «fan vivace il coito».
Sarà per queste sue qualità (o più semplicemente per il sapore inconfondibile e delicato) che il cappero sta vivendo una nuova giovinezza, anche se la produzione negli ultimi anni è notevolmente scesa a causa dei costi di produzione e della manodopera.
A Salina il posto d’elezione del cappero è la piccola frazione di Pollara ed è qui che ogni anno, nella prima settimana di giugno, si danno convegno studiosi, accademici e patiti di vario genere per celebrarne ancora una volta le virtù.
La cerimonia inizia al tramonto, quando il sole si tuffa dietro l’Isola di Filicudi: è allora che i portatori cominciano ad imbandire i tavoli per la celebrazione.
Poi dalla vecchia chiesa di S.Onofrio cominciano ad uscire uno alla volta “le ancelle del cappero” seguite dai “devoti del cucuncio”, che fendendo la folla concitata depositano su lunghi tavoli il prezioso omaggio gastronomico.
Tutta la degustazione è a base di capperi. Dal semplice antipasto al panettone, per finire con la grappa, in un crescendo liberatorio che raggiunge il suo acme quando i musici intonano la celebre tarantella “La Mattanza del Cucuncio” e la folla, esaltata dal ritmo ossessivo, si lancia in sfrenate danze.
È un’esperienza sensoriale da provare assolutamente e che, per una sera, fa di questa piccola frazione “l’ombelico del mondo”.

Il Cappero rappresenta un piacere forte, un sapore che si ama o si odia. Non si può essere indifferenti di fronte al Cappero.
RispondiEliminaIl Cappero è quel tocco divino per cui ogni pietanza, anche la più semplice o scipita, diventa profumata e saporita, in un crescendo di sensazioni di profondo godimento del palato e dell'anima.
Ma il momento più esaltante del ciclo vitale del cappero è la raccolta.
La raccolta è un momento di grande piacere e di sensazioni erotiche forti. Non per niente le donne sono le più ricercate per la raccolta.
Certamente per la maestria e l'attenzione dedicata a questo lavoro, ma soprattutto per la posizione che esse devono assumere per svolgere al meglio questa attività.
La "Posizione piegata in avanti", che determina una rotondità di una zona particolare del corpo, sin dai tempi antichi è stata estremamente ricercata ed apprezzata.
Siamo assolutamente contro la meccanizzazione della raccolta del Cappero, e vogliamo mantenere viva la tradizione della raccolta femminile in "Posizione piegata in avanti" che certamente ha svolto un ruolo di coesione sociale nella piccola comunità di Pollara.
Grazie per l'attenzione
NATT (Nuova Associazione Tramonti e Tramontati)
be la posizione piegata in avanti ...... dobbiamo dire che ormai è una consuetudine costante delle eoliano ......che tokka tutti i ceti....... per lavorare è la migliore posizione possibile consigliata dagli esperti ...e apprezzata dai politici......... i cittdini si sn dovuti adattare ...... sembra che allunghi la vita..... firm : dott house
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