domenica 21 giugno 2009

I misteri della “nuova” Banca Nuova

I lavori, come documentato su queste stesse pagine, dovevano essere consegnati già diverso tempo fa. La Banca con sede a Malfa, causa lavori di ristrutturazione, era stata temporaneamente spostata a S. Marina.
Quando la ditta aveva ormai finito ed addirittura lasciato l’isola, ecco l’imprevisto.
Addobbata con il più innovativo design contemporaneo e dotata dei più efficienti sistemi di antifurto, la rinnovata sede si è trasformata in una trappola asettica, che non concedeva alcuna via di scampo.
Dopo la consegna dei lavori, infatti, il Direttore della filiale locale era entrato nell’edificio verso le ore 17.00. I nuovi sistemi, però, prevedevano la chiusura ermetica dei locali proprio a quell’ora, programmati com’erano sui ferrei orari lavorativi. Una volta entrato, le porte si sono chiuse dietro le spalle del Direttore. Il malcapitato si sarebbe ritrovato bloccato dentro fino alla prossima apertura, cioè alle ore 9.00 del giorno successivo. Come se non bastasse, all’interno dell’edificio non c’è campo per i telefonini. Questo per evitare che i dipendenti vengano disturbati durante i delicati conteggi monetari. Anche le linee telefoniche interne erano isolate automaticamente, visto che a quell’ora non doveva esserci più nessuno.
Il Direttore ha cercato di forzare la porta dall’interno, ma a quel punto sono scattati i sistemi di sicurezza. Un particolare dispositivo ha rapidamente assorbito l’ossigeno all’interno delle stanze, complicando terribilmente la respirazione. Il malcapitato a quel punto sperava che scattasse l’allarme collegato a tutte le forze di polizia, ma sembra che nessuna richiesta in tal senso sia arrivata ad alcuno degli organi preposti.
I turisti, mentre facevano bancomat, hanno iniziato ad accalcarsi di fronte le porte, scrutando con curiosità quel tizio che, mimando i gesti tipici di chi chiede aiuto, si accasciava a terra facendo scivolare le mani sul vetro d’ingresso. Poi è passato qualche paesano e lo ha riconosciuto. Si è tentato di sfondare le porte, ma la particolare lega al titanio e fibre di carbonio, oltre al vetro antiproiettile, ha reso vano qualsiasi tentativo. Ma siccome gli antichi metodi sono sempre i migliori, alcuni vecchi esperti hanno scavato nel giardino sul retro e tramite un tunnel sono giunti sotto il pavimento ed hanno tratto in salvo il direttore.
Dopo questo increscioso incidente, si attende l’arrivo di un “Magic Box” di ultima generazione capace di discernere le varie situazioni e quindi ovviare a certi incidenti.
Ci si chiede comunque per quale motivo gli allarmi sonori non abbiano funzionato. C’è già chi pensa che sia stato un sabotaggio per evitare che il potere economico venisse definitivamente decentrato in altri comuni. Se i fatti fossero realmente questi, l’attacco agli equilibri isolani è già iniziato.

4 commenti:

  1. L'argomento "Banca Nuova", non merita più nessun commento, neanche in chiave satirica.

    RispondiElimina
  2. E' una vergogna c hanno messo 5 mesi per ristruttrarla,immaginiamo se dovevano farla di sana pianta!Da premettere che si parlava che doveva essere pronta in 2 mesi,e poi la finiscono e resta chiusa,ma tanto a Banca Nuova che importa di creare un disservizio,essendo l'unica banca presente sull'isola si fa forte di questo,della serie o cosi' o pomi!

    RispondiElimina
  3. E certo!!! Ormai così siamo ridotti, in tutti i campi, dobbiamo solo subire e starcene zitti!!
    Che schifo!

    RispondiElimina
  4. Ma il direttore è quello che conosciamo tutti?...

    RispondiElimina