lunedì 30 novembre 2009

Polisportiva Malfa: rosso diretto!

Le sorti della Polisportiva Malfa precipitano inesorabili nel baratro dei rimpianti.
L'ultima volta avevamo parlato del misterioso allontanamento dello storico tecnico, probabilmente per sperimentare qualcosa di nuovo. Era stato individuato l'innovativo allenatore in seconda come il timoniere ideale di una squadra giovane e che quindi mordeva il freno, com'è naturale ad una certa età.
Ma pare che i risultati siano ancora piuttosto lontani, in quanto questo ardore non riesce ad essere correttamente canalizzato.
Tre sconfitte consecutive non sembrano essere argomenti validi per giustificare la continuazione di tale progetto.
Sembrava che il nuovo mister volesse dare maggior spazio alle giocate dei singoli e quindi valorizzare le iniziative personali, frutto del genio insito in ciascun giocatore della Polisportiva. Ma forse, l'estro supera talmente tanto le aspettative da essere quasi impossibile da controllare nella giusta misura!
Solo così si spiega la nuova sconfitta per 3-1 casalinga contro il Messina Sud (gli ospiti hanno anche fallito un penalty), un gioco che voleva prescindere dall'organizzazione del collettivo e l'eccessivo nervosismo che ha condizionato ogni giocata, sbagliata o corretta che fosse.
Ad un certo punto il Presidente ha avuto persino da dire vibratamente con alcuni tifosi sugli spalti, tale era diventata estrema la situazione. Solo brandendo la bandierina del guardialinee è riuscito a riportare la calma!
Intanto, però, è giunta notizia che tra Presidente ed allenatore è calato il gelo. Ormai non si è d'accordo praticamente su nulla, ancor meno sulla gestione della squadra. Il giovane tecnico pare che trovi giusto far vivere ai giovani talenti i propri momenti di gloria dentro e fuori il campo... E così, le nottate mondane non sono più cosa di cui aver timore. Ma i risultati sono sconfortanti, così come appare sconfortato il massimo dirigente, che ormai non sa più che pesci pigliare!
La società si è rinchiusa nel silenzio stampa e si guarda in giro per trovare l'ennesimo trainer, visto che del vecchio si è persa praticamente traccia. Che fine avrà fatto? Si sarà talmente offeso da voler addirittura espatriare?
Nella baraonda, è trapelato che i dirigenti hanno effettuto delle telefonate addirittura negli Stati Uniti. Che vogliano sondare il terreno addirittura laggiù?

lunedì 23 novembre 2009

S. Marina Salina: c’è il commissariamento!

L’industrioso Comune di S. Marina, pochi giorni fa, era stato svegliato bruscamente da un’inaspettata doccia gelata: il Consiglio comunale si trovava sotto lo stato di commissariamento!

La motivazione veniva individuata nella mancata delibera di Equilibrio di bilancio 2009, che andava fatta entro il 30 settembre.

La notizia era rimbalzata su tutte le testate giornalistiche, cartacee e virtuali. Su ogni pagina, come onta indelebile, il sempre inappuntabile Comune veniva indegnamente accostato ad altri inadempienti.

Lo smacco pareva cocente, quando invece, puntuale, è giunta la smentita del primo cittadino. La delibera era stata approvata addirittura due giorni prima della scadenza prevista.

Tutti hanno tirato un sospiro di sollievo e adesso aspettano un biglietto di scuse ufficiali, affinché venga cancellato qualsiasi ombra di sospetto per il futuro.

Si sarà trattato di un semplice errore di battitura o di una mancanza a livello di potere centrale, fatto sta che, giustamente, l’Amministrazione vuole spiegazioni da chi di dovere.

E se fosse stato fatto apposta, per gettare fango su una delle compagini più attive del meridione italiano? Che sia una manovra dei soliti invidiosi ed impotenti amministratori a cui non scende giù l’ascesa inesorabile della giovane Amministrazione santamarinese (o santamarinara che dir si voglia)?

Ma, mentre tutti stavano in campana, a sorpresa sono giunti i commissari! In tutto quel trambusto, in quel pensare a come sventare possibili cospirazioni e a telefonate varie ai Palazzi del Potere, ci si era scordati di avvisarli.

Nell’industrioso Comune, però, a tutto c’è rimedio e tutto si può attivamente impiegare: essendoci all’ordine del giorno il problema del faro di Lingua (nella foto), dichiarato ufficialmente pericolante e quindi inavvicinabile, è stata fatta una giunta straordinaria, dove si è deliberato che i commissari si sarebbero dovuti accampare con una tenda fornita gentilmente dal Comune e sorvegliare che nessuno si avvicini al suddetto faro.

In tale maniera, finalmente, verrà commissariata la zona pericolosa di Lingua e forse si muoverà qualcosa. Essendo direttamente coinvolti degli esponenti mandati dallo Stato, ci potrebbero essere concrete possibilità che vengano presi provvedimenti per far fronte all’incresciosa situazione che da anni si trascina nella frazione famosa, oltre che per il laghetto, anche per granite e pane cunzato. Nonostante i continui appelli, non si è mai vista anima viva. Ora, dopo un periodo di commissariamento forzato, vedremo cosa verrà fuori.

giovedì 19 novembre 2009

Preparativi natalizi a Leni.

Ormai è convinzione collettiva che del Comune di Leni non si parli perché chi occupa i piani alti, un volta salito al potere, ha acquisito... tutto quello che c'era da acquisire!
Partendo dalle testate giornalistiche per finire alle principali reti televisive e passando, ovviamente, all'intero web.
La possibilità che questo sia vero c'è. Ma non si tiene a mente che esiste anche una seconda opzione: a Leni, difatto, non accade nulla di che!
E così, mentre chi nell'ombra lancia taglienti anatemi perché la disoccupazione, subito dopo le elezioni, non è calata come si pensava e le tasse continuano a salire, l'Amministrazione si è calata nel placido ritmo del comunque laborioso centro eoliano e ha pensato di portare avanti le vecchie tradizioni, sulle quali si erge da sempre la vis lenense.
Si potrà infatti ammirare, sotto il municipio, la grotta del Natale. Per alcuni, è un ovvio tentativo di distrarre la popolazione dai fatti gravi in cui vive. Ma tant'è...
A breve, quasi sicuramente, si potrà nuovamente ammirare il presepe vivente che tanti conflitti ha idelamente generato in questi combattuti anni.
Per essere ancora più addentro alla società di appartenenza, e per (soprattutto) risparmiare sull'organizzazione, gli amministratori stessi prenderanno parte alla rappresentazione.
L'opinione comune è che finalmente molti faranno quanto è maggiormente congeniale, come ad esempio andare a zappare!
Attendiamo ulteriori sviluppi.

lunedì 16 novembre 2009

Polisportiva Malfa: è giallo!

Dopo la partita di domenica, la Polisportiva Malfa si conferma un caso mediatico che meriterebbe essere trattato da testate specializzate.
Avevamo scritto di come il team salinese fosse ormai perfettamente calato nella realtà sportiva nazionale. L'ultimo incontro ha dimostrato che i fatti superano qualsiasi fantasia.
A sorpresa, il Mister che tanto aveva spronato i propri giocatori ed aveva accolto su di sé qualsiasi insulto, non era in panchina!
Corre voce che il pragmatico Presidente si sia scocciato di tanta coreografia e lo abbia liquidato in men che non si dica. Il suo posto, come in tutte le squadre serie che si rispettino, è stato momentaneamente preso dall'allenatore in seconda.
Le voci interne alla squadra dicono che in realtà ci si aspetti molto da lui e che forse, proprio come fu a suo tempo per il Chelsea, la molla che avrebbe fatto scattare questo esonero a sorpresa sarebbe da individuare proprio nel vice-allenatore.
Insomma, finalmente largo ai giovani!
Ma le aspettative sono tante e addirittura gli si è chiesto di vincere quasi tutte le partite. Altrimenti, si sarebbe persino potuto richiamare... il vecchio Trainer! Insomma, uno scenario degno del Palermo degli anni d'oro.
Il primo tempo, in realtà, aveva visto una Polisportiva con un gioco di squadra eccellente e che aveva chiuso immeritatamente in svantaggio. I gol sbagliati erano stati troppi e, come si dice in questi casi, gol sbagliato... gol subito!
Il match era stato affrontato sfruttando le medesime idee dell'allenatore precedente, quindi si è andati sul sicuro. Nel secondo tempo si è voluto osare, far vedere qualcosa di nuovo, operare delle sostituzioni anomale per creare nuovi schemi... Risultato finale: 3-1 per gli ospiti, più un rigore sbagliato ed una traversa colpita, sempre dalla squadra della Città di Rometta. Inoltre i giocatori si sono innervositi e sono fioccati i cartellini gialli.
La scusa parziale che si adotta in questi casi, cioé che almeno si è visto qualcosa di diverso, non sappiamo quanto abbia fatto felice il Presidente, il quale è stato visto lasciare il campo di gioco scuro in volto e pensieroso.
Che stia già meditando un nuovo cambio di rotta?
E se i risultati sperati non dovessero arrivare nemmeno stavolta, chi siederà sulla panchina della Polisportiva?
Di nuovo il "solito" allenatore? Oppure qualcuno ancora più esperto?
Un certo Roberto Mancini si è svincolato defintivamente dall'Inter, dopo tante smentite... Sarà un caso?

P.S.: la partita è inziata con circa due ore di ritardo, perché l'arbitro non arrivava. Decisamente una giornata storta!

venerdì 13 novembre 2009

S. Marina Salina: si salpa!

La misura è colma.
Non avendo garanzie sui servizi di collegamento con le isole Eolie, il comune di S. Marina Salina passa al contrattacco. Verranno venduti gli immobili comunali.
Queste dichiarazioni erano già state date (con molta sagacia) in pasto alla stampa qualche tempo fa, quando cioè sembrava che le Eolie dovessero perdere definitivamente qualsiasi collegamento statale con la terra ferma.
Ma se allora suonava come una mera provocazione, in quanto gli isolani erano valutati cittadini appartenenti ad una categoria inferiore, adesso la cosa è diversa.
Con i proventi ottenuti, verrà acquistata la Filippo Lippi della Siremar!
Questa lungimiranza d’intenti, servirà a ricoprire finalmente le tratte desiderate ogni volta che ce ne sarà voglia e bisogno.
Questo perché il governo, sia nazionale che regionale, deve garantire le esigenze della mobilità senza vincolo alcuno. Il problema economico perde di significato se rapportato alle esigenze dei cittadini, che variano da momento in momento.
La Filippo Lippi sarà opportunamente armata, quindi, e grazie a questo sforzo monetario imponente le Eolie torneranno a respirare.
Ma attenzione, è stato dichiarato che si venderà “parte” degli immobili comunali. Questo vuol dire che il patrimonio è ancora più ingente di quanto si pensi. Se venisse venduto pressoché tutto, casa comunale compresa, allora la sede potrebbe essere trasferita sulla motonave stessa e si parlerebbe del primo Comune itinerante!
Visti i continui spostamenti, che vanno da Palermo a Roma (come minimo), gli amministratori potrebbero portare i propri funzionari con sé ed in quel particolare giorno la nave salperebbe dalle isole per una tratta alternativa. Gli eoliani potrebbero così visitare luoghi nuovi e si aprirebbero loro degli orizzonti insperati.
Certo, in quei giorni la nave mancherebbe dalle tratte convenzionali… ma dagli introiti incassati il Comune potrebbe pensare, in futuro, di ampliare addirittura la flotta. Il personale di bordo sarebbe rimpiazzato dai dipendenti comunali, che hanno già un loro stipendio; la manutenzione dei mezzi ed il carburante sarebbero assicurati dalle tasse pagate dai cittadini e dagli introiti di farmacia comunale e biglietti di viaggio. A conti fatti, i prossimi primi cittadini dell’industrioso comune salinese potrebbero davvero ritrovarsi con un apparato marittimo capace di controllare i movimenti ed il monopolio dell’intero Mediterraneo.
E a quel punto, varcare lo Stretto di Gibilterra potrebbe diventare ben più che una semplice tentazione.

giovedì 12 novembre 2009

Polisportiva Malfa in altalena.

La squadra eoliana tre volte finalista dei play-off per salire di categoria, inizia il campionato facendo scintille!
Due pareggi in due partite (la prima non è stata giocata causa maltempo), per i pragmatici non erano stati dei segnali incoraggianti.
Domenica scorsa, a Venetico, la svolta: sotto di un gol fino a circa venti minuti dalla fine, il magic team realizza tre gol e chiude la pratica.
Certo, i tifosi non vorrebbero tribolare sempre così. Ma se vogliamo inquadrare, invece, i risultati su un raggio “nazionale” (se non addirittura “europeo”), allora il discorso potrebbe cambiare.
Ormai è sotto gli occhi di tutti che si sta facendo sempre più spazio ad un calcio maggiormente spettacolare, che tiene il risultato in bilico fino all’ultimo respiro.
I calciatori della Polisportiva, che da sempre imitano i loro idoli dandosi alla bella vita notturna poche ore prima del match domenicale, fanno così divertire la platea con partite che definire rocambolesche è un eufemismo!
Insomma, le ultime partite di Serie A e di Champions Legue hanno già fatto scuola.
Dopo le prove generali a Stromboli, dove la partita è terminata 2-2, la domenica successiva si è sfornato il capolavoro: in vantaggio di tre reti a zero, ad una manciata di minuti dalla fine il team isolano si è fatto pareggiare la partita e per poco non è finita sotto. Poi ha segnato un gol (pare) regolare, ma subito annullato dall’arbitro. Il mister è letteralmente schizzato in campo! Per le proteste vibrate e sentite, l’allenatore si è confermato il dodicesimo uomo della squadra. Attirando su di sé tutte le attenzioni, sia arbitrali che mediatiche, il trainer garantisce serenità ai propri atleti.
Poi, domenica scorsa, la vittoria epica che ha suonato la riscossa.
Questo è il calcio di oggi, potrà dire qualcuno dei diretti interessati, dove “spizzare”, giocare un paio di cm più sopra o più sotto la fascia sono argomenti che tengono mentalmente impegnati per tutta la settimana.
Una Polisportiva all’avanguardia, quindi.
Anche il sempre pratico presidente del club salinese sembra essersene fatto una ragione.

domenica 8 novembre 2009

Trasporti Eolie: è bufera!

Le voci erano rimbalzate minacciose.
Le corse degli aliscafi, una volta per tutte, sarebbero state tagliate e la nave Laurana, come i fatti stavano a dimostrare, sarebbe stata per sempre tolta dalle tratte eoliane.
Subito sono tornati a galla gli spettri di alcuni mesi fa, quando i sindaci delle Eolie hanno minacciato di incatenarsi platelamente per evitare che l’arcipelago rimanesse senza collegamenti.
«Abbiamo vinto!» avevano esclamato tutti in coro ai mass-media, mentre si accingevano a tornare trionfanti da Roma.
La convinzione che quella d’allora fosse una vittoria di Pirro, si ergeva prepotente dopo le ultime notizie.
Come nelle più classiche operazioni top secret, alcuni primi cittadini si sono recati nella Capitale in totale silenzio, per sedersi attorno al solito tavolo delle trattative e quindi sbatterci i pugni sopra. Alcuni colleghi, informati a fatti compiuti, ha gridato al tradimento e al non-coinvolgimento attivo. A quel punto si trattava di ritagliarsi, anche improvvisando, uno spazio di attenzione mediatica.
Ecco che allora sono state messe su alla meno peggio lettere di sdegno dagli appositi e solerti uffici stampa, dove si cercava di attirare tutte le massime attenzioni della platea. Gli interventi si sono accavallati fino a perdere il fiato... e anche la pazienza.
Ad onor del vero, c’è stato chi ha continuato a mantenere la calma… e se ne è infischiato del problema!
Ma, a sorpresa, ecco una comunicazione della stessa compagnia di trasporti, dove si diceva chiaramente che nessuno ha mai parlato di una riduzione delle corse degli aliscafi e che se mancava la Laurana, la causa era da individuare in un guasto!
Come spiegare allora questo allarmismo? Era giustificato oppure no?
Non sarà che l’attacco su più fronti dei sindaci ha fatto, come si suol dire, tirare i remi in barca e quindi desistere dal fare tagli? Oppure è stato un atto di isteria collettiva?
Abbiamo chiesto al nostro esperto che si occupa sia di sport che di fenomeni sociali, il quale è appena tornato da una delicata trasferta europea in cui si è giocato il tutto per tutto.
Come tutti sanno, visto il suo importante ruolo, lui preferisce mantenere l’anonimato.
Così si è espresso al volo, mentre scendeva dall’aereo che lo riportava in Italia: «È come con le uova e le frittate. Niente uova, niente frittate. Dipende tutto dalla qualità delle uova, ci sono quelle di prima scelta, di seconda, di terza. Se non puoi permetterti quelle di prima, hai un problema».

lunedì 26 ottobre 2009

Malfa – ADSL: restituito al mittente il “paccobox”.

È ormai scaduta nel grottesco la vicenda del servizio di ADSL nel Comune di Malfa.

Nonostante i due comuni limitrofi di S. Marina e Leni abbiano da anni la copertura, Malfa è rimasta alla finestra ad aspettare. Fino a quando non le hanno chiuso direttamente la porta in faccia!

Pareva che i problemi fossero essenzialmente burocratici e che mancasse sempre una misteriosa firma.

Alla fine, come ampiamente scritto nel precedente articolo, la situazione si era sbloccata ed era stato spedito un “paccobox” al Comune di Malfa, dove dovevano essere inserite le sofisticate apparecchiature.

Che fosse l’ennesimo pacco calato all’Amministrazione malfitana lo si era capito solo guardando il container in questione, sul quale giungevano le più svariate versioni.

Come si ricorderà, sembra che il “paccobox” fosse stato prelevato nel porto di Catania, mentre fungeva da porta per i ragazzi locali che giocavano a pallone.

«Menzogne prive di alcun senso» avevano urlato i responsabili. «Abbiamo ordinato ed ottenuto il meglio!». Come sempre, del resto.

Sorgeva il problema di come ubicare tale “pacco” in loco, visto che giaceva da un po’ di giorni davanti al municipio. Nella giornata di oggi, sotto lo sguardo affascinato degli impiegati comunali che lasciavano il proprio posto di lavoro pur di ammirare l’evento, una gigantesca gru (nella foto) issava il container. Ma ad un certo punto, sono arrivati degli uomini in abito ed occhiali scuri che, mostrando un tesserino, hanno ordinato perentoriamente: «Riportatelo giù».

I tizi sembravano andare a colpo sicuro. Forse, avevano letto il Cantaro!

Una volta aperto il cassone, è stato il caos. Sembrava l’interno di una pescheria in disuso! Scaffali ed involucri ammassati hanno testimoniato che l’uso del presunto “paccobox” era in origine ben diverso da quello a cui gli Amministratori volevano indirizzarlo. Amministratori che sono stati chiamati immediatamente sul posto e che hanno osservato increduli la scena del misfatto.

Gli uomini in nero hanno fatto nuovamente sigillare il container e se ne sono andati. Cosa ci sia sotto questa faccenda è ancora presto per dirlo. Ma una cosa è sicura: Malfa rimarrà ancora una volta senza ADSL!

lunedì 19 ottobre 2009

Malfa – ADSL: è arrivato il “paccobox”.

Dopo tanto tribolare, sembra che la spinosa vicenda dell’ADSL a Malfa si stia finalmente concludendo.
Su queste pagine ci eravamo occupati delle problematiche che mettevano sotto scacco la popolazione malfitana, la quale si trovava impossibilitata a tenere il passo dei sempre più veloci aggiornamenti mediatici. Creando, ovviamente, frustrazione e malcontento.
Ora, grazie anche agli sfoghi dei lettori del Cantaro, sembra che la parte burocratica sia stata finalmente sbrigata. In poche parole, sono state apposte quelle fantomatiche firme mancanti che dovevano dare l’input (è proprio il caso di dirlo) al processo di modernizzazione che, a sua volta, dovrebbe mettere Malfa al pari livello di S. Marina e Leni.
Ora si passa alla parte tecnico-operativa. È infatti arrivato il paccobox in metallo che dovrebbe contenere le sofisticate ed ipersensibili apparecchiature. Il “pacco” è stato subito sigillato a dovere per evitare spiacevoli sorprese.
Per i più curiosi: lo potrete ammirare parcheggiato di fronte al municipio.
Pare che il cassone in questione sia stato recuperato nel porto di Catania e che fosse usato dai ragazzini locali come porta durante le loro interminabili partite di pallone. Era stato ubicato in quella zona in quanto dimesso, perché ritenuto ormai obsoleto e quindi soppiantato da più moderne strutture.
I responsabili, interpellati, hanno detto che Malfa aveva aspettato anche troppo, che bisognava sbrigarsi e che comunque era meglio di niente. Sono state anche rimandate al mittente le lamentele degli ambientalisti che contestavano un eventuale impatto negativo sul territorio.
Ma ora sorge un altro problema: è stato fatto lo sbancamento nella zona designata, ma non si sa come portare in loco il box stesso! La strada di accesso, infatti, è troppo stretta. Trovare una gru con un braccio talmente lungo pare attualmente impossibile. Urgono soluzioni alternative.
C’è chi ha pensato di issarlo con un elicottero e poi posarlo delicatamente a destinazione. Si teme però un intervento alla disperata di chi osteggia i “viaggi” clandestini degli elicotteri e che, ponendosi come scudo umano, potrebbe impedire l’atterraggio del mezzo. Per evitare ciò, si potrebbero prendere le misure del container, tracciare sul terreno una sorta di bersaglio e quindi farlo paracadutare dall’elicottero senza farlo atterrare, sperando di fare centro!
Altrimenti, secondo altri, ricordando quanto escogitato per far fuggire il Direttore locale di Banca Nuova dalla sua super filiale, scavare un gigantesco tunnel e far passare il box sottoterra. Questa operazione è penalizzata però dall’eccessivo costo economico.
Le altre due ipotesi sono: o uno scivolo di falanghe che parta dalla Chiesa madre di S.Lorenzo oppure raccogliere volontari (non meno di 50 è stato calcolato) per il trasporto a spalla.
Ma alla fine, ci si chiede, la gente di Malfa riceverà entro l’anno il tanto annunciato regalo?
Oppure tutti rimarranno a guardare lo “scatolone” nel parcheggio comunale come l’ennesimo pacco recapitato al Comune ?
Se qualcuno ci avesse pensato prima, i ragazzi di Catania avrebbero ancora la propria porta!

giovedì 15 ottobre 2009

«Quel fondo perduto delle isole minori!». Parla l’On. Arraffoni.

Giorni roventi in Parlamento.
Dopo le note sfuriate mediatiche ed i faccia a faccia serrati degli ultimi giorni, si discute su come gestire il denaro pubblico.
Nonostante gli scontri di facciata, nei corridoi parlamentari si sussurra di accordi congiunti per amministrare i soldi destinati al suolo italico. In poche parole, si è tutti pronti a superare qualsiasi divergenza o colore politico per meglio maneggiare il denaro pubblico.
Grande rilievo ha avuto l’audizione in Senato per esaminare il disegno di legge sulle isole minori, in vista della sua approvazione e per il quale c'è un forte interesse da parte del Parlamento stesso.
In particolare, a Palazzo Madama si è registrato un forte interesse per le isole Eolie, ormai ritenute mature per diventare, in periodi di vacche magre, finalmente un nuovo granaio d’Italia a cui attingere in momenti di emergenza. Previo stanziamento di capitali, si intende.
Una commissione composta da politici appartenenti a partiti super partes sorveglierà l’esito di eventuali decreti. Uno di essi ci illustra come si dovrebbero sviluppare i giochi.
«Le isole minori italiane, ed in particolare le Eolie» aveva spiegato ai nostri microfoni l’On. Guido Massimo Arraffoni, prima di riunirsi in commissione «costituiscono, anche a livello europeo, una realtà in fermento a cui guardare con molto interesse. Creando uno sviluppo socio-economico (anche effimero) in ciascuna isola, si potrebbero sperimentare strumenti nuovi e più agili costruiti con vero spirito di sussidiarietà. Ed è a tale processo imprenditoriale posticcio che la politica italiana deve agganciarsi, creando magari leggi su misura».
A questo punto, dopo aver valutato le potenzialità eoliane, la decisione è stata unanime: per le isole minori in generale, e per le Eolie in particolare, saranno stanziati dei finanziamenti a fondo perduto capaci di far dimenticare persino la Cassa del Mezzogiorno. Si inizierà a racimolare questi soldi dal primo fondo CIPE 2000 (Comitato Italiano Per le Evasioni) di 100 miliardi di vecchie lire per finire ai 20 milioni di euro stanziati con la finanziaria 2008 (ancora da erogare).
«Ciò consentirà» ha spiegato un raggiante Arraffoni «di indirizzare e gestire meglio i finanziamenti regionali e comunitari, interessando anche settori che rimanevano fuori, per così dire, dai “controlli”governativi. I gap insulari potranno essere ben sfruttati, ottenendo il massimo da problematiche come quelle dell’acqua o dei rifiuti. Per non parlare del problema dei trasporti marittimi.
Evitiamo, quindi, qualsiasi procedura che possa rivelarsi ingabbiante e via alle deroghe. Occorrono regole diverse. Se avessimo già avuto a disposizione un fondo unico» ha concluso l’Onorevole «avremmo già avuto la certezza di poter utilizzare i finanziamenti destinati alle isole, indipendentemente dallo scopo a cui erano indirizzati».

mercoledì 7 ottobre 2009

SalinaDocFest : Il corto “Gli Attavianati” sbanca al botteghino!

Nell’ambito della terza edizione del SalinaDocFest, rassegna internazionale del cinema documentario, a distanza di poco tempo si stanno tracciando i primi responsi di mercato.
Sembra che il maggior gradimento sul territorio insulare e nazionale, a bocce ferme, lo stia ottenendo un oscuro e misconosciuto documentario fuori concorso di cui quasi nessuno aveva sentito parlare.
“Gli Attavianati”, questo il titolo, tratta temi scottanti e di difficile divulgazione. È la storia di una famiglia che vive in qualche zona non ben precisata del centro Italia e che, dopo essere salita agli onori della cronaca per un brillante passato artistico, cerca di sopravvivere di rendita.
I componenti principali del nucleo familiare, sinistroidi e sinistrati, decidono di tentare la fortuna emigrando, a sorpresa, nel profondo meridione italiano.
Qui, conosciuti esclusivamente per la fama prestigiosa che ne accompagna gli echi, gli Attavianati campano come se nulla fosse mai accaduto e sciorinano pose da alta società.
Organizzano festini e le famiglie dei politici ospitanti sono ben liete di mettersi a disposizione. A quel punto, si decide di forzare la mano… ed invitare gli amici!
Vengono tutti rifocillati, mangiando, bevendo, dormendo e… gratis!
Ci sono grandi progetti, grandi manovre, ma i protagonisti non sanno che alcuni esponenti popolari provano profondi rancori nei loro confronti e brigano per organizzare un agguato che rimarrà impresso per sempre nella memoria di quella famiglia.
Facendo leva sul malcontento di altri cittadini, che vedono salire sempre più le tasse a discapito del proprio paese, questi facinorosi hanno ormai tratto il famoso dado.
Il documento visivo si interrompe con i popolani che escono in strada di notte, armati di torce e di forconi, mentre gli Attavianati consumano l’ennesimo banchetto, nella massima spensieratezza e ignari di quanto sta per accadere.
La scena si dissolve lentamente, lasciando il resto all' immaginazione dello spettatore.
«Un messaggio forte» ha commentato all’unanimità la stampa specializzata «e non c’è da escludere che in certe scene ci sia ben più che un fondo di verità. Sicuramente un documento importante, che non sappiamo quanto possa essere vissuto a cuor leggero in posti vessati come i comuni eoliani».

venerdì 2 ottobre 2009

Malfa: commozione per l’inaugurazione del Museo Eoliano dell’Emigrazione.

Un sogno, un miracolo, un gioiello, un momento straordinario, forse le parole non riescono bene a descrivere l’emozione che ha contagiato gli abitanti del piccolo paese di Malfa per l’inaugurazione del Museo Eoliano dell’Emigrazione.
Una storia che parte da lontano, da quando i primi emigranti lasciarono le Eolie per terre lontane consegnando a foto ormai ingiallite dal tempo la tristezza del distacco.
Il coinvolgimento del paese è stato a dir poco fantastico soprattutto perché, in un momento di crisi come questo, non è rimasto sordo alle richieste di aiuto lanciate dai promotori dell’iniziativa.
Ogni singolo abitante ha partecipato donando, metaforicamente, la propria cartolina ingiallita quale piccolo contributo, restando alla fine commosso per quanto è stato fatto.
Tutta la popolazione si è stretta attorno alla propria creatura, immedesimandosi in ogni emigrante che ha lasciato la propria terra alla ricerca di una vita migliore.
Si è finalmente concretizzato un progetto fortemente voluto dalla comunità, un progetto che, seppure ad intermittenza e tra mille difficoltà, è stato portato testardamente avanti superando, grazie all’aiuto di tutti, momenti in cui sembrava che il sogno potesse svanire.
Dieci anni di lavoro e di paziente raccolta del materiale devono comunque rappresentare non un punto di arrivo ma di partenza.
L’auspicio di tutti gli appassionati interventi cerimoniali è quello di poter ampliare sempre di più le sezioni per dare un quadro sempre più particolareggiato della epopea migratoria delle popolazioni eoliane.
In quest’ottica ben vengano gemellaggi, scambi interculturali e viaggi studio con tutti i paesi toccati dalla emigrazione eoliana nel quadro di un interscambio culturale che possa arricchire la nostra conoscenza e non solo.
Molte sono state le difficoltà da superare compresa una certa diffidenza relativa alla priorità che questo impegno ha comportato rispetto ai ben più gravi problemi che affliggono il paese.
Osservazioni che, seppur fondate, diventano insignificanti ove si consideri la valenza che questo progetto riveste nella formazione di una memoria storica per le nuove generazioni.
Speriamo che questa iniziativa faccia capire a tutti i sacrifici che i nostri emigranti hanno fatto, non per creare un museo ma per dare dignità alla loro vita.

mercoledì 30 settembre 2009

Salina: apre i battenti il “Centro sociale”


Il “welfare” diventa anch’esso patrimonio del lessico eoliano. Poco importa che non se ne conosca il significato.
Nell’ambito del Piano di Zona della prima triennalità, il Distretto socio-sanitario 25 formato dai quattro comuni eoliani, ha infatti programmato una serie di iniziative finalizzate all’integrazione dei servizi sociali e per la realizzazione di un sistema di welfare atto a migliorare la qualità di vita della comunità.
Una delle prime iniziative è stata la realizzazione di un centro sociale nell’isola di Salina, avviato a maggio. Dopo attente riflessioni e ponderazioni, è stata individuata come struttura consona allo scopo l’ex scuola materna ed elementare di Lingua, splendida e splendente frazione di S. Marina.
Ci si è infatti accorti che sul territorio sono presenti soggetti sovversivi per natura, che disattendono chiaramente lo spirito del progetto che le Eolie si sono preposte di sviluppare e cioè l’omologazione omogeneizzata del pensiero.
Creare un centro sociale, per inserire queste persone di ogni età e poi re-immetterle nella società civile, risulta essere un ottimo piano per migliorare il benessere collettivo e raggiungere gli obiettivi di cui sopra..
Ecco quindi che per portare avanti la struttura ci si avvale della collaborazione di operatori qualificati, tra cui uno psicologo, un assistente sociale, un educatore ed un animatore.Le iniziative prevedono, tra l’altro, attività di sostegno scolastico sviluppato per individui di tutte le età, attività sportive e socio-ricreative.
Dovendo costruire dei nuovi modelli inter-personali, si ritornerà ai più elementari rudimenti educativi. Gli incontri, infatti, prevedono attività “manuali”, da praticare prima da soli e poi da sviluppare in giochi di gruppo, dando così la possibilità di esprimere la propria creatività, confrontarsi con gli altri ed imparare divertendosi.
Una volta aperte le porte della vita quotidiana, gli ospiti del centro sociale salinese potranno rendere testimonianza a tutta la comunità del loro effettivo cambiamento.
La struttura tesa al miglioramento del welfare, a quel punto, potrà avvalersi di queste persone, finalmente allineate al modello pensato in partenza, per la trasmissione di esperienze e competenze alle nuove generazioni.

giovedì 24 settembre 2009

L’analisi: disagio giovanile e carenze motivazionali.

Il disagio giovanile è un fenomeno ormai generalizzato in tutte le aree sviluppate del nostro pianeta e non risparmia nemmeno posti in apparenza non così fortemente aggrediti dal benessere come l’arcipelago delle Eolie.
La questione fino ad oggi è stata quasi sempre affrontata mettendo in risalto come la mancanza di una politica sociale da parte delle amministrazioni, la mancanza di iniziative, di figure riferimento, costringa questi ragazzi all’ozio ed alla noia sfogata in passeggiate sul corso o in attività poco produttive.
In poche parole si attribuisce ad una causa terza, una forza potente quanto misteriosa, la responsabilità oggettiva che impedisce la costruzione di un futuro di successo ai nostri giovani.
Tuttavia, forse, è arrivato il momento di rivoltare l’analisi e chiedere loro di trasformare generiche richieste di iniziative e confuse prospettive in obiettivi chiari, concreti e soprattutto far capire il legame esistente tra convinzione e risultati.
Occorrerebbe motivare e spingere i giovani che vivono in queste terre di confine (dove i problemi nascono ad ogni piè sospinto) a trasformare questi momenti di difficoltà in opportunità.
Oggi succede proprio il contrario: se una cosa va storta ci si ferma ad imprecare, cercando il colpevole, non capendo che in ultima analisi i “colpevoli” sono loro che non riescono a sprigionare il potere che risiede in loro stessi.
Lo stesso ragionamento si applica alla politica; questi giovani si sentono vittime di una voluta e programmata assenza di progettualità che li renderebbero più facilmente ricattabili e pronti ad essere fagocitati all’interno di questo perverso sistema.
Ma proviamo a chiedere loro qual è il tipo di esistenza che intendono condurre? Cosa sarebbero disposti a sacrificare per realizzare le loro passioni e le loro aspirazioni? Perché se questo sistema non va bene, basta solo sprigionare il potere che risiede in ognuno di loro per cambiare questa situazione.
Ultimo esempio è la posizione di chi “coltiva il proprio orticello cercando di non pestare i piedi all’altro”, posizione negativa ed egoistica che tanti danni continua a produrre. Occorre far capire che questo atteggiamento non è un rimedio, bensì un male che impedisce di costruire relazioni durature con tutti e diminuisce la capacità di gestire le diverse opinioni con pacatezza.
Per migliorare anche questo aspetto non occorre aspettare grandi sconvolgimenti politici o l’avvento di figure provvidenziali, basterebbe solo sprigionare il potere che risiede in ognuno di loro per realizzare questi obiettivi.

mercoledì 23 settembre 2009

Salina: Al via il Salina DocFest.

La rassegna internazionale cinematografica del SalinaDocFest è giunta alla terza edizione ed è già operativa da un paio di giorni.
Contrastanti le reazioni della gente. C’è soprattutto chi accusa le amministrazioni di prestare esclusivamente attenzione ad avvenimenti fini a sé stessi invece di concentrarsi sui problemi veri delle comunità isolane.
Ma è fuori da ogni dubbio che Salina torni alla ribalta dei vari mass-media e degli addetti ai lavori, diventando per una settimana la capitale mondiale del documentario narrativo.
Una campagna di informazione che fa da gran cassa ad un turismo settembrino, il quale, a sua volta, si spera possa incrementare la quantità e la qualità delle presenze umane sull’isola.
Per capire meglio la natura di questo evento abbiamo avvicinato il critico cinematografico Nino Panzuto, che sarà uno dei testimonial d’eccezione nella votazione finale.

Signor Panzuto, vuole spiegare in due parole il leit-motiv della manifestazione?
«Credo che il messaggio sia chiaro: dare voce agli “invisibili” e queste splendide isole si prestano meravigliosamente a lanciare questo grido disperato.
In realtà attraverso il documentario si vogliono gemellare gli “invisibili” di tutto il mondo. Il tutto coniugando sapientemente il glamour che spesso accompagna queste manifestazioni con le crude immagini di grigie periferie che lasciano scoprire il male che si annida in queste aree urbane degradate.
È chiaro che le tematiche proposte non sono di facile assimilazione e dunque ecco spiegata la difficoltà di rendere partecipi tutti.

Sarebbe quindi questo il motivo della scarsa pubblicità dell’evento e della continua realizzazione all’ultimo momento?
«Praticamente, sì. Sarebbe uno sfacelo se partecipassero anche le frange più “popolari”, si sovvertirebbe quell’equilibrio che una certa politica sta faticosamente costruendo. A Salina come nel resto d’Italia. Il festival del cinema e del documentario è uno strumento che non fa eccezione. Anzi».

Un suo giudizio critico sulla scelta dei documenti visivi.
«Mah, purtroppo non siamo ancora scevri da censure. Molti film sono stati esclusi perché si teme di turbare o la sensibilità politica o il comune senso del pudore.
Bisognerebbe superare questa fase di stallo, perché esistono tanti documentari che andrebbero visionati. Penso alla filmografia inedita sull’eros italiano, dal secondo dopoguerra ad oggi, che ancora sopravvive in un sottobosco conosciuto esclusivamente dagli appassionati del genere.
Penso al Brasile, con cui il SalinaDocFest è gemellato e con il quale ogni anno c’è uno scambio di film… Quanti di voi sapevano che a San Paolo era stato girato un film-choc dalle profonde implicazioni economico sociali come Fave e favelas? Nessuno, infatti».

Un pronostico sul possibile vincitore?
«Niente pronostici. Ci sentiremo la sera della premiazione.
Una cosa però posso dirla: non è detto che vinca sempre il migliore».