giovedì 15 ottobre 2009

«Quel fondo perduto delle isole minori!». Parla l’On. Arraffoni.

Giorni roventi in Parlamento.
Dopo le note sfuriate mediatiche ed i faccia a faccia serrati degli ultimi giorni, si discute su come gestire il denaro pubblico.
Nonostante gli scontri di facciata, nei corridoi parlamentari si sussurra di accordi congiunti per amministrare i soldi destinati al suolo italico. In poche parole, si è tutti pronti a superare qualsiasi divergenza o colore politico per meglio maneggiare il denaro pubblico.
Grande rilievo ha avuto l’audizione in Senato per esaminare il disegno di legge sulle isole minori, in vista della sua approvazione e per il quale c'è un forte interesse da parte del Parlamento stesso.
In particolare, a Palazzo Madama si è registrato un forte interesse per le isole Eolie, ormai ritenute mature per diventare, in periodi di vacche magre, finalmente un nuovo granaio d’Italia a cui attingere in momenti di emergenza. Previo stanziamento di capitali, si intende.
Una commissione composta da politici appartenenti a partiti super partes sorveglierà l’esito di eventuali decreti. Uno di essi ci illustra come si dovrebbero sviluppare i giochi.
«Le isole minori italiane, ed in particolare le Eolie» aveva spiegato ai nostri microfoni l’On. Guido Massimo Arraffoni, prima di riunirsi in commissione «costituiscono, anche a livello europeo, una realtà in fermento a cui guardare con molto interesse. Creando uno sviluppo socio-economico (anche effimero) in ciascuna isola, si potrebbero sperimentare strumenti nuovi e più agili costruiti con vero spirito di sussidiarietà. Ed è a tale processo imprenditoriale posticcio che la politica italiana deve agganciarsi, creando magari leggi su misura».
A questo punto, dopo aver valutato le potenzialità eoliane, la decisione è stata unanime: per le isole minori in generale, e per le Eolie in particolare, saranno stanziati dei finanziamenti a fondo perduto capaci di far dimenticare persino la Cassa del Mezzogiorno. Si inizierà a racimolare questi soldi dal primo fondo CIPE 2000 (Comitato Italiano Per le Evasioni) di 100 miliardi di vecchie lire per finire ai 20 milioni di euro stanziati con la finanziaria 2008 (ancora da erogare).
«Ciò consentirà» ha spiegato un raggiante Arraffoni «di indirizzare e gestire meglio i finanziamenti regionali e comunitari, interessando anche settori che rimanevano fuori, per così dire, dai “controlli”governativi. I gap insulari potranno essere ben sfruttati, ottenendo il massimo da problematiche come quelle dell’acqua o dei rifiuti. Per non parlare del problema dei trasporti marittimi.
Evitiamo, quindi, qualsiasi procedura che possa rivelarsi ingabbiante e via alle deroghe. Occorrono regole diverse. Se avessimo già avuto a disposizione un fondo unico» ha concluso l’Onorevole «avremmo già avuto la certezza di poter utilizzare i finanziamenti destinati alle isole, indipendentemente dallo scopo a cui erano indirizzati».

Nessun commento:

Posta un commento