lunedì 19 ottobre 2009

Malfa – ADSL: è arrivato il “paccobox”.

Dopo tanto tribolare, sembra che la spinosa vicenda dell’ADSL a Malfa si stia finalmente concludendo.
Su queste pagine ci eravamo occupati delle problematiche che mettevano sotto scacco la popolazione malfitana, la quale si trovava impossibilitata a tenere il passo dei sempre più veloci aggiornamenti mediatici. Creando, ovviamente, frustrazione e malcontento.
Ora, grazie anche agli sfoghi dei lettori del Cantaro, sembra che la parte burocratica sia stata finalmente sbrigata. In poche parole, sono state apposte quelle fantomatiche firme mancanti che dovevano dare l’input (è proprio il caso di dirlo) al processo di modernizzazione che, a sua volta, dovrebbe mettere Malfa al pari livello di S. Marina e Leni.
Ora si passa alla parte tecnico-operativa. È infatti arrivato il paccobox in metallo che dovrebbe contenere le sofisticate ed ipersensibili apparecchiature. Il “pacco” è stato subito sigillato a dovere per evitare spiacevoli sorprese.
Per i più curiosi: lo potrete ammirare parcheggiato di fronte al municipio.
Pare che il cassone in questione sia stato recuperato nel porto di Catania e che fosse usato dai ragazzini locali come porta durante le loro interminabili partite di pallone. Era stato ubicato in quella zona in quanto dimesso, perché ritenuto ormai obsoleto e quindi soppiantato da più moderne strutture.
I responsabili, interpellati, hanno detto che Malfa aveva aspettato anche troppo, che bisognava sbrigarsi e che comunque era meglio di niente. Sono state anche rimandate al mittente le lamentele degli ambientalisti che contestavano un eventuale impatto negativo sul territorio.
Ma ora sorge un altro problema: è stato fatto lo sbancamento nella zona designata, ma non si sa come portare in loco il box stesso! La strada di accesso, infatti, è troppo stretta. Trovare una gru con un braccio talmente lungo pare attualmente impossibile. Urgono soluzioni alternative.
C’è chi ha pensato di issarlo con un elicottero e poi posarlo delicatamente a destinazione. Si teme però un intervento alla disperata di chi osteggia i “viaggi” clandestini degli elicotteri e che, ponendosi come scudo umano, potrebbe impedire l’atterraggio del mezzo. Per evitare ciò, si potrebbero prendere le misure del container, tracciare sul terreno una sorta di bersaglio e quindi farlo paracadutare dall’elicottero senza farlo atterrare, sperando di fare centro!
Altrimenti, secondo altri, ricordando quanto escogitato per far fuggire il Direttore locale di Banca Nuova dalla sua super filiale, scavare un gigantesco tunnel e far passare il box sottoterra. Questa operazione è penalizzata però dall’eccessivo costo economico.
Le altre due ipotesi sono: o uno scivolo di falanghe che parta dalla Chiesa madre di S.Lorenzo oppure raccogliere volontari (non meno di 50 è stato calcolato) per il trasporto a spalla.
Ma alla fine, ci si chiede, la gente di Malfa riceverà entro l’anno il tanto annunciato regalo?
Oppure tutti rimarranno a guardare lo “scatolone” nel parcheggio comunale come l’ennesimo pacco recapitato al Comune ?
Se qualcuno ci avesse pensato prima, i ragazzi di Catania avrebbero ancora la propria porta!

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