La rassegna internazionale cinematografica del SalinaDocFest è giunta alla terza edizione ed è già operativa da un paio di giorni.Contrastanti le reazioni della gente. C’è soprattutto chi accusa le amministrazioni di prestare esclusivamente attenzione ad avvenimenti fini a sé stessi invece di concentrarsi sui problemi veri delle comunità isolane.
Ma è fuori da ogni dubbio che Salina torni alla ribalta dei vari mass-media e degli addetti ai lavori, diventando per una settimana la capitale mondiale del documentario narrativo.
Una campagna di informazione che fa da gran cassa ad un turismo settembrino, il quale, a sua volta, si spera possa incrementare la quantità e la qualità delle presenze umane sull’isola.
Per capire meglio la natura di questo evento abbiamo avvicinato il critico cinematografico Nino Panzuto, che sarà uno dei testimonial d’eccezione nella votazione finale.
Signor Panzuto, vuole spiegare in due parole il leit-motiv della manifestazione?
«Credo che il messaggio sia chiaro: dare voce agli “invisibili” e queste splendide isole si prestano meravigliosamente a lanciare questo grido disperato.
In realtà attraverso il documentario si vogliono gemellare gli “invisibili” di tutto il mondo. Il tutto coniugando sapientemente il glamour che spesso accompagna queste manifestazioni con le crude immagini di grigie periferie che lasciano scoprire il male che si annida in queste aree urbane degradate.
È chiaro che le tematiche proposte non sono di facile assimilazione e dunque ecco spiegata la difficoltà di rendere partecipi tutti.
Sarebbe quindi questo il motivo della scarsa pubblicità dell’evento e della continua realizzazione all’ultimo momento?
«Praticamente, sì. Sarebbe uno sfacelo se partecipassero anche le frange più “popolari”, si sovvertirebbe quell’equilibrio che una certa politica sta faticosamente costruendo. A Salina come nel resto d’Italia. Il festival del cinema e del documentario è uno strumento che non fa eccezione. Anzi».
Un suo giudizio critico sulla scelta dei documenti visivi.
«Mah, purtroppo non siamo ancora scevri da censure. Molti film sono stati esclusi perché si teme di turbare o la sensibilità politica o il comune senso del pudore.
Bisognerebbe superare questa fase di stallo, perché esistono tanti documentari che andrebbero visionati. Penso alla filmografia inedita sull’eros italiano, dal secondo dopoguerra ad oggi, che ancora sopravvive in un sottobosco conosciuto esclusivamente dagli appassionati del genere.
Penso al Brasile, con cui il SalinaDocFest è gemellato e con il quale ogni anno c’è uno scambio di film… Quanti di voi sapevano che a San Paolo era stato girato un film-choc dalle profonde implicazioni economico sociali come Fave e favelas? Nessuno, infatti».
Un pronostico sul possibile vincitore?
«Niente pronostici. Ci sentiremo la sera della premiazione.
Una cosa però posso dirla: non è detto che vinca sempre il migliore».

Per trovare qualcosa di altrettanto indecente bisogna risalire al salina fish fest dello scorso anno. Questa non è altro che una FESTA DELL'UNITA' mascherata da festival culturale. Vergogna! Non c'erano altre vetrine per un indecoroso attacco senza quartiere al Presidente del Consiglio? Ops, scusa, dimenticavo che per voi non esiste libertà di stampa e di espressione nel nostro Paese. Perchè stasera non montate un maxischermo e proiettate Santoro, anzichè "La casa sulle nuvole"? Bisognava filmarli quando lo scorso lunedì si auguravano la morte del Capo del Governo, ed inviare tutto al Senato della Repubblica, al Ministero dell'Ambiente, al Parlamento Europeo, alla presidenza della Regione Siciliana, ecc: tutte istituzioni che hanno concesso il loro patrocinio, di modo che si regolino anche per il prossimo anno! Giovanna Taviani, stavolta hai esagerato!
RispondiEliminaQUESTA MANIFESTAZIONE NON PRODUCE NESSUN BENEFICIO AGLI OPERATORI ECONOMICI DI QUALSIASI ATTIVITA'...TUTTO GRATIS..! CI PENSANO GLI SPONSOR E I CONTRIBUTI DEGLI ENTI PUBBLICI ( REGIONE,PROVINCIA,COMUNI)FACCIAMO UN ESEMPIO: A RINELLA,RUOTA DI SCORTA DI SALINA,SONO STATI FATTI SPETTACOLI( SE SI POSSONO CHIAMARE COSI')SOLO PER COLORO CHE FACEVANO PARTE DELLA MAGNOPOLI TAVANIANA (SICCOME A ROMA NON CONTANO PIU' UN CAZZO DA 50 ANNI,TROVANO TERRENO FERTILE NEI COMUNI DELL'ISOLA DI SALINA,SINDACI SVEGLIATEVI!!!!)CI SONO COSE DA RISOLVERE PIU' IMPORTANTI DI UN FESTIVAL MAGNA MAGNA.
RispondiEliminaL'UNICO FESTIVAL CHE VERAMENTE AVREBBE SUSCITATATO INTERESSE INTERNAZIONALE ,PER IL FILM"IL POSTINO DI" MASSIMO TROISI VISTO CHE HA VINTO ANCHE UN OSCAR,CI SAREBBE STATO MOLTA PIU' PARTECIPAZIONE DEGLI ISOLANI FIERI DI AVER OSPITATO UN ATTORE VERAMENTE UMANO CON TUTTI!
CI DOMANDIAMO SE E' GIUSTO CHE IL GRUPPO TAVANIANO SI ARRICCHISCA SU UN PRODOTTO COSI' SCARSO,MAL ORGANIZZATO,NON PUBBLICIZZATO,( GLI ISOLANI NON SAPEVANO NIENTE,SOLO COLORO CHE SONO LECCHINI DEI TAVIANI ).BASTA !!
ABBIAMO LE PALLE PIENE PER QUESTI MERCENARI !!!RISOLVIAMO ,CON TUTTI I SOLDI SPESI,PROBLEMI PIU' EVIDENTI(STRADE,PARCHEGGI,TRASPORTI,NETTEZZA URBANA,PORTI,UFFICI INFORMAZIONI,...ETC)...MA IL RIMORCHIATORE NOLEGGIATO PER IL FESTIVAL ,QUANTO E' COSTATO ? FORSE CERCAVA OLIVIA DI BRACCIO DI FERRO?
SE SEI STATO DEL GRUPPO TAVIANI RISPONDI PURE...
Io non faccio parte del Gruppo TAVIANI però ho notato anch'io che questo è un "magna magna" e che incontri a questi festival le stesse faccie da scrocconi, sembrano dei lupi famelici in cerca di mangiare e bere a scrocco con i soldi pubblici (ma che andassero nei ristoranti e pagassero per mangiare e bere).
RispondiEliminaE poi del cambio di programma per l'inaugurazione del museo dell'emigrazione a Malfa non sapeva nessuno niente, ma guarda caso le stesse persone c'erano e lo sapevano... ed allora qualche dubbio viene.
Forse sono gli stessi che se la raccontano, se la cantano, se la suonano e se la mangiano e bevono in culo a tutti gli altri escluisi volutamente.
VERGOGNATEVI!
...comunisti sono...! una marca, una garanzia...
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