Anche quest’anno, la “Sagra del Totano” ha registrato il tutto esaurito.L’isola si è svuotata in ogni sua parte, per concentrarsi nel fantasioso centro di Malfa.
Erano presenti in incognito persino le più alte rappresentanze politiche degli altri due comuni.
L’evento è stato coordinato nei minimi dettagli. Sono stati creati infatti diversi stand, per essere aperti solo uno per volta. In questa maniera gli organizzatori hanno fatto in modo che non ci fossero inutili dispersioni e che di volta in volta la folla si concentrasse in un unico punto, senza transenne che ne potessero in alcun modo limitarne la circolazione.
Un ennesimo esempio di democratica libertà.
Ma l’attesa era proprio per il totano, il protagonista principe di questa ricorrenza. Qualcuno ha persino malignato che quelli di quest’anno fossero stati pescati nell’arcipelago delle Cicladi (Grecia) o addirittura nei pressi dei Dardanelli (Turchia). Nulla di più falso. Ogni totano presentava un marchio D.O.C. che testimoniava la sua appartenenza eoliana.
Poco tempo fa c’eravamo occupati degli studi effettuati dalla Facoltà di Messina su questo alimento isolano, soprattutto in vista delle ingenti somme stanziate dalle Amministrazioni per tali studi. Da allora, la gente si è sempre più interessata alle proprietà del totano eoliano
In quell’occasione avevamo intervistato il prof. Ettore Paranza, esperto di ittiologia comparata, col quale avevamo sviscerato anche le parti nascoste del problema.
Paranza non poteva mancare all’appuntamento del 31 agosto. Lo abbiamo avvicinato anche per conoscere le ultime notizie emerse nel convegno sul “Totano riflessivo”, creatura perfettamente inserita nella filosofia isolana.
«In realtà molte cose le avevamo anticipate già su queste pagine» ha detto l’esperto. «Casomai, in un convegno fatto più che altro per gli addetti ai lavori, si è scesi nel dettaglio tecnico».
Potrebbe essere più chiaro?
«L’ultima volta abbiamo ripetuto l’adagio popolare: “Tu sei quel che mangi”. Durante il convegno, si è spiegato come tutto ciò avvenga a livello molecolare, dandone cioè una spiegazione scientifica. Ed allora si è detto della grande incisività bio-chimica del totano eoliano come alimento, soprattutto per le donne in gravidanza, in quanto il feto cresce intrecciando il proprio DNA con quello dei cefalopodi».
Lei parlava di una precocità sessuale degli autoctoni, dovuta proprio a questi elementi.
«Infatti. L’habitat marino è profondamente mutato, la dieta del totano è diventata particolarmente ricca… Tutti elementi che vanno di pari passo con una pesca sempre più abbondante, che porta ad un’alimentazione che supera addirittura il fabbisogno giornaliero. Non facciamoci ingannare dal fatto che i totani possiedono poco colesterolo; la loro primordialità li porta ad avere una produzione testosteronica superiore a qualsiasi media animale. Ciò era emerso già dai primi studi sui loro testicoli».
E allora?
«E allora continuiamo pure a mangiare totani, gli isolani lo fanno da sempre, ma invece di mangiarcene dieci la settimana mangiamocene nove, se non addirittura otto… La precocità femminile e l’eccessiva carica inseminatoria maschile potrebbe superare la soglia di sbarramento e nessuno sa quali sarebbero i risultati finali. Magari, un repentino rivolgimento degli equilibri sociali. Il problema è che ancora non siamo pronti per una rivoluzione simile. Piuttosto sfruttiamoli pure come nicchia di mercato per la ristorazione. Dati alla mano, le entrate in percentuale risultano molto positive».
Quindi, occhio al totano!

finalmente il comune di malfa si è degnato di oranizzare qualcosa in piazza..peccato che l'abbia fatto a fine agosto..quando sull'isola non c'era quasi pù nessuno..come del resto aveva già fatto per la derattizzazione...e il tutto a conclusione di una stagione turistica vergonognosa per Malfa....fanno bene i turisti a schifare Salina per mete più accessibili e con maggiori servizi!!!
RispondiEliminafirmato
"uno che vuole cambiare residenza"!!!!!!
....e quando parti?
RispondiEliminaparti che fai meglio
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