lunedì 6 luglio 2009

Schiamazzi notturni: lotta senza quartiere.

Torna l’estate e puntuale come una puntura di zanzara arriva il suo inseparabile e fedele alleato: lo schiamazzo notturno.
Lo schiamazzo notturno è definito come quell’insieme di rumori, suoni, grida scomposte e fastidiose prodotte contemporaneamente da più persone che pensano di far partecipe il mondo della propria goduria estiva.
Lo schiamazzo accompagna spesso le insonni notti di villeggianti e residenti, ne accentua la sudorazione, ne sollecita il sistema nervoso (già duramente provato dalla calura e delle zanzare).
È un mix esplosivo che porta il tasso di irascibilità a livelli parossistici e spesso spinge i malcapitati a comportamenti inconsulti e poco urbani.
È una patologia cresciuta a dismisura, che ha trovato terreno fertile in quel perverso intrigo tra interressi commerciali e certa cultura del “faccio quello che voglio, tanto pago” risulta pertanto difficile da debellare. Per cui, bisogna imparare a conviverci.
L’esercito dei vacanzieri ha con questa patologia un rapporto contraddittorio: da una parte ci sono quelli che vivono per lo schiamazzo ed il piacere notturno; altri che, una volta in vacanza, invece, vorrebbero godere solo del silenzio e dei tenui rumori della natura.
L’amministrazione pubblica, sommersa dalle proteste spesso “si costerna, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità …” (F. De Andrè), stretta com’è tra esigenze dei gestori dei locali e quelli dei turisti e dei residenti.
Al momento l’unica arma che si possiede, per cercare di contrastare questa pandemia acustica, è l’Ordinanza. Uno strumento amministrativo che spesso è una vera e propria dichiarazione di guerra agli schiamazzi notturni e a chi disturba la quiete pubblica, prevede sanzioni severissime e pene inenarrabili per i locali “tiratardi”.
Nei casi più gravi, quando cioè si configura lo schiamazzo selvaggio, si può arrivare al coprifuoco e ad inibire totalmente la diffusione di musica in tutta le sue forme, nonché a redarguire ed allontanare i clienti che arrecano disturbo nei locali, facendo intervenire, se il caso lo richiede, le Forze dell'Ordine.
Ma i più realisti, quelli che di ordinanze, slogan e proclami ne hanno visti tanti, si aggrappano al vecchio adagio siciliano: “Càlati juncu ca passa la china” (Càlati giunco perché passa la piena).
In fondo, sostengono con una certa rassegnazione, si tratta solo di qualche mese, il tempo di far passare l’orda dei vacanzieri e poi tutto ritornerà come e più di prima nel silenzio più assordante.

2 commenti:

  1. l'ORDINANZA è una danza che si balla nella latitanza....con coerenza ed eleganza.............. L'ISOLA CHE NN C'è

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  2. SCHIAMAZZI NOTTURNI.... da 13 anni ci convivo, ahimè e possibilità economiche per andare altrove non ne ho. Solo chi ci sta dentro sa cosa diavolo significa, solo chi non dorme la notte fino alle 05.00 del mattino sa cosa realmente si prova. Dimenticati da giustizia terrena e divina ed in tali casi l'unica giustizia alla quale appellarsi è quella personale.
    Spesso mi son domandata, seguendo le notizie al telegiornale, come si possa arrivare ad uccidere una persona... per cose, confrontate ad altre, forse banali...forse, io so cosa significa e, ad onor di cronaca, ho rispolverato il pensiero qualche minuto fa. Vivere confrontando la propria vita con l'esistenza di coloro che si trovano in condizioni peggiori? Perchè farlo... ? Ormai non ha più alcuna efficacia pensare che i miei problemi possano essere nulli se confrontati ad altri.
    Anno 2011, periodo di crisi, lavoro assente... ed io che, volendo cambiare abitazione, sono costretta a stare in un appartamento popolare: un vestito troppo stretto e troppo sporco, sudicio e mal odorante, chi non si vergognerebbe ad indossarlo? Non è la mia casa, non la sento mia e non la voglio... spero di riuscire a cambiare la situazione.
    Mi chiamo Laura e perdonate l'intromissione.
    xyz1985@live.it

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