In questi ultimi tempi si sprecano le pubblicazioni sull’isola di Salina. Dopo tanti anni di sudditanza psicologica verso Meligunis (Lipari), finalmente vedono la luce importanti studi sull’antica Didyme.Tra le opere più interessanti bisogna sicuramente registrare l’ultima fatica del prof. Tullio Campanaccio, docente di teologia ed esperto di tradizioni religiose.
Dopo mesi di ricerche ha messo insieme dati raccolti con fatica, riuscendo a vincere anche la diffidenza della gente anziana. Un insieme di testimonianze e di documenti poco conosciuti quindi, che finalmente è stato dato alle stampe pochi giorni fa.
«La tradizione religiosa a Salina è sempre stata molto forte» ha detto Campanaccio durante la presentazione del libro. «Il motivo è da rintracciare in un passato ancestrale molto antico, in cui i vecchi riti pagani derivati dall’antica Grecia sono stati sostituti nel tempo da cerimonie a carattere prettamente “spirituale”».
Il docente ha messo in risalto come questo “continuum” tra paganesimo e spiritualità sia stato garantito nei secoli bui dalla presenza sull’isola di figure e congregazioni religiose sconosciute ai più.
«Frugando tra gli archivi vescovili, adesso, sappiamo con certezza della presenza, in piena Controriforma, di ordini religiosi definiti “eretici” nella sperduta isola del basso Tirreno.
Salina, essendo molto isolata, ha continuato a dare rifugio ai perseguitati (vedi il monaco calabrese che diede origine al culto di S. Onofrio a Pollara) e quindi perpetuato certi rituali. Uno di questi ordini» ha svelato in anteprima Campanaccio «era quello fondato dal cosiddetto Monaco sordo. Si trattava di un personaggio proveniente presumibilmente dall’Anatolia e secondo i documenti presentava una eccellente prestanza fisica, dote necessaria per vivere in quell’epoca arcaica. Molto scuro di carnagione, era difficile persino riconoscere la sua presenza al buio. Il monaco sordo viveva solitario nelle vallate che portano a Valdichiesa; a causa della sua menomazione e dell’aspetto poco rassicurante, fu sempre evitato dalle popolazioni locali.
Le testimonianze raccolte parlano dell’abitudine che aveva di salire sugli alberi e sui tetti delle abitazioni rurali, da dove iniziava prediche sconnesse soprattutto all’indirizzo delle donne, viste come viatico del peccato.
Le voci di protesta di tutti i Fedeli, ormai impediti al culto tradizionale, giunsero alla Sacra Romana Chiesa, che inviò immediatamente dei propri emissari, fece sciogliere l’ordine e provvide a far insediare un gruppo di pie donne che si occupasse degli anziani e dei diseredati».

ecco cosa significa quando ci si dice:
RispondiEliminafattillo mettere d'un monacu surdu.........
il ilparoto
ahahahahahahah...troppo forte il liparoto
RispondiEliminaPer anonimo delle 14:12:
RispondiEliminaMi sono informato è da informazioni credo proprio che l'ADSL a Malfa non verrà attivata perchè un impiegato non vorrebbe firmare alcuni documenti. Pero!
all'anonimo delle 18:52......chiama allora il monaco surdo.....e fallo andare al comune di malfa....
RispondiEliminal'impiegato firmerà.......sicu..lo
il liparoto
caro cantaro con questo articolo ti sei guadagnato il 1° posto in tutti i blog....te lo dice uno di lipari!!!!!
RispondiEliminacomplimenti!!!!!!!!!!
il liparoto
nella tradizione Salinara si parla del "Sordo cucuncio" che abitava nella parte alta di monte Rivi, in una casa isolatissima dal resto del paese, con cui non desiderava avere rapporti di nessun tipo!!! E perciò si fingeva sordo... per non sentire fregnacce come le Vostre!!!
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RispondiEliminaperchè eliminate i post??
RispondiEliminaCredo perché qualche intelligentone abbia offeso qualcuno chiamandolo con nome e cognome. Per quello che avevo visto, non si trattava di politici. da quello che avevo letto, si parlava di pratiche "sodomite" praticate da determinate persone in quanto di etnia marocchina.
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