giovedì 11 giugno 2009

ATO 5 - I° trofeo “Mi sono differenziato di più”: primi risultati.

Prosegue sempre più serrata la gara tra i comuni eoliani per l’aggiudicazione del I° trofeo “Mi sono differenziato di più ”, gara ecologica promossa dall’Ato 5 – Eolie per l’ambiente, che alla fine dell’anno premierà il comune risultato più virtuoso nella raccolta differenziata dei rifiuti. Siamo ormai a metà gara ed abbiamo i primi dati: il Comune di Santa Marina Salina rivendica il raggiungimento del 25% al pari di quello di Malfa, seguiti da Leni al 18% e fanalino di coda il Comune di Lipari con il 15%.
Ma i giochi sono ancora aperti, in quanto il regolamento dà la possibilità ai comuni di giocare dei bonus per la promozione di nuovi particolari tipi di raccolta differenziata, che darebbero a loro volta ulteriori punteggi accessori.
Le mosse in cantiere sono ancora segrete, ma le sorprese ci saranno: si parla di una raccolta di bottiglie di Birra Messina (però solo quelle prodotte nello stabilimento della città dello stretto), la raccolta umida “Tete-a-Tete”, evoluzione più intima del porta a porta, o quello di dare in comodato d’uso uno “schiaccia bottiglie a risucchio rapido” per la riduzione volumetrica della plastica.
Ma la proposta che potrebbe sparigliare tutto, e che in questi momenti viene valutata, è quella di una raccolta differenziata per i “fondelli”, che farebbe pulizia di tutti i numeri.
La guerra sulle cifre e l’effetto “annuncio roboante” fanno parte della guerra mediatica, che va avanti senza esclusione di colpi.
È chiaro che custodire in sicurezza i quantitativi di differenziata raccolta diventa un imperativo categorico ai fini della vittoria finale.
Così il Comune di Santa Marina Salina, per evitare sorprese ed intrusioni, ha pensato di costruire, non sembri un paradosso, la prima isola ecologica interrata dei rifiuti.
Un modo originale e soprattutto non visibile per difendersi da sguardi indiscreti e furti differenziati.
Anche il Comune di Malfa è corso ai ripari e starebbe pressando per ottenere il marchio D.O.C. sui propri scarrabili di conferimento. Un modo per certificare che quanto raccolto è al 100% differenziata del Comune.
Lipari, a sei mesi dalla partenza della competizione, sembra ancora al palo ma, non volendo essere da meno in questa gara a chi dà più i numeri, azzarda una previsione del 25% per prossimi mesi.
Decisivo a questo punto sarà l’afflusso di turisti i quali, questa estate, saranno presi d’assalto per ottenere oltre al conferimento differenziato di quello che portano con se anche di quello che consumano.
Saranno forse proprio loro che determineranno l’esito finale della contesa.

mercoledì 10 giugno 2009

Leni: subito una verifica della misura dei “tavoli”.

“Tutti i tavoli allestiti a livello locale, provinciale, regionale e nazionale debbono essere rivisti. A tale scopo chiederemo agli organi interessati una verifica della misura, in modo che a ogni singolo Comune, grande o piccolo che sia, venga assegnato uno spazio uguale all’altro”.
I primi segnali, che arrivano all’indomani delle elezioni amministrative di Leni, sembrano dare subito una brusca accelerazione alla ridefinizione dei rapporti di forza interisolani.
Anche se tutti sono d’accordo che i tavoli debbano continuare a mantenere i quattro piedi, è la loro grandezza e la redistribuzione degli spazi che rischia di far saltare i consolidati equilibri raggiunti in questi anni.
Fino ad oggi, il Comune dell’isola più grande aveva anche un tavolo più grande e così via per gli altri Comuni, ma con la nuova “par condicio” questo concetto dovrà essere quantomeno rivisto.
I tavoli e gli spazi dovranno essere uguali per tutti e non essere precostituiti; si può solo accettare un diverso tipo di legno, ma sulla forma e la superficie non si discute.
La mossa ha spiazzato un po’ tutti, specie il Comune di Lipari, che da sempre siede in un tavolo più grande e che in talune occasioni ha accolto nel proprio spazio anche gli amministratori della vicina Isola di Salina.
La reazione ufficiale degli altri due Comuni ancora non c’è stata, ma pare che le posizioni siano contrastanti: una possibilista e l’altra decisamente contraria a cambiare lo status quo.
La problematica posta non è di facile soluzione, ove si pensi a quanti sono i tavoli aperti a tutti i livelli.
Le istituzioni gettano acqua sul fuoco, assicurando che una squadra è già all’opera per verificarne la grandezza e si dicono anche disposte a mediare per trovare una via d’uscita.
Nel caso di un mancato accordo si potrebbe addirittura arrivare alla paradossale situazione che ogni amministrazione si porti da casa il proprio tavolo.
Ne deriverebbe, a quel punto, che il costo verrebbe scaricato sui contribuenti e in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando questa scappatoia sarebbe quantomeno inopportuna.
Comunque il sasso è stata lanciato e l’acqua, che da tempo era stagnante, si è improvvisamente agitata.

martedì 9 giugno 2009

Europee 2009: il punto del Cantaro

La prospettiva dello sfondamento, figlia della solita illusione, se fa confusione, è fallita nella misura in cui si è accertato che il muro da sfondare era stato posto troppo lontano.
Dall’altra parte la previsione di una caduta rovinosa si è tramutata in una scivolata che in alcune zone ha assunto le caratteristiche di un vero e proprio smottamento.
Certo, se prendiamo in esame il dato singolo e lo estrapoliamo dal contesto non avremo quadro completo dei flussi; così come, se dal contesto estraiamo il dato singolo, l’analisi non cambia.
Le comparazioni vanno fatte omogeneizzando elezioni che si siano svolte nelle stesse condizioni climatiche e in questo senso il raffronto ci dice che l’astensione dall’intenzione di voto ha giocato un ruolo importante. Per dirla chiaramente, il calo fisiologico è giustificato dalla perdita di liquidi non compensati da adeguate convergenze parallele sulle finalità.
Di certo, quando si riescono a coniugare bisogni e desideri del territorio, si gettano le basi per un progetto vincente che premia la linea retta, come il percorso più breve di congiunzione tra due punti..
In questo senso l’autonomismo, saldandosi con i localismi, ha dato una grossa spinta a quel senso di appartenenza che i numeri spesso non ci consentono di leggere.
È chiaro che in questo quadro, se la caduta è stata meno rovinosa, anche uno stallo può essere considerato dallo stalliere una vittoria e lo sbarramento al 4% rappresentare più una pagliuzza nell’occhio che una chiave di lettura introdotta a posteriori.
Il bipolarismo polare per certi aspetti ne esce ridimensionato, ma nel medio periodo anche aspirare al bipedismo fa male alla salute e provoca grossi danni, non omologando le diversità in senso federale.
In conclusione, il voto ci consegna un’astenia di astenuti che conferma una nostra intuizione avanzata in tempi non sospetti: c’è crisi.

domenica 7 giugno 2009

Legambiente: operazione costume pulito

Si è tenuta ieri, in alcune spiagge salinesi, un’importante iniziativa di Legambiente.
Dopo aver passato al setaccio le coste pietra su pietra, riempiendo sacchi di immondizia e quindi evidenziando l’inciviltà locale, la cellula eoliana autonoma ha deciso di sferrare un attacco ad personam. In quest’ambito si snoda l’operazione, per certi versi estrema, denominata “costume pulito”.
Alcuni pensavano che si trattasse solo di una frase metaforica, destinata ad intaccare le abitudini smodate degli isolani. È vero solo in parte. Il modo di vivere degli eoliani, si è deciso, cambierà in quanto attaccato direttamente nell’intimità.
Verranno infatti analizzati, da volontari e volontarie di Legambiente, i costumi da bagno di tutti coloro (uomini e donne) che si accingeranno ad entrare in acqua da luglio in poi.
I laboratori hanno registrato una quantità di coloranti ed altre sostanze chimiche non conformi ai regolamenti CEE proprio nei costumi; rilasciati tali additivi nel mare, quest’ultimo, alla lunga, ne risulterebbe irrimediabilmente compromesso.
La lotta ai produttori senza scrupoli è dunque cominciata, andando a colpire chi ne usufruisce indebitamente. Una volta venuta meno la fonte di guadagno, le industrie dovranno per forza adeguarsi alle norme internazionali.
I costumi verranno quindi sottratti pubblicamente e al loro posto i bagnanti indosseranno degli involucri di plastica con il logo di Legambiente.
Ma pare che l’organizzazione stia facendo di più, stavolta in accordo con i Comuni. Calcolando che anche i cibi ormai presentano degli additivi chimici capaci di alterare i metabolismi, bisognerà evitare, per quanto possibile, l’immissione di urina nelle acque. Un accorgimento inevitabile.
A tal fine, quest’anno i bagnini saranno equipaggiati, tra le altre cose, di una bilancia elettronica capace di stimare peso specifico, massa corporea e consistenza dei fluidi organici. I bagnanti verranno pesati prima e dopo l’uscita dall’acqua. Verrà emessa automaticamente un’analisi scritta del soggetto e gli eventuali inadempienti riceveranno la multa della Polizia Municipale direttamente a casa.

sabato 6 giugno 2009

Pollara – Festa del cappero: il bocciolo delle terre di Eolo

L'uomo, nei secoli, ha sempre cercato sistemi e sostanze che potenziassero le sue capacità amatorie, non ultimo il cibo. In un ideale pantheon, quindi, il cappero occupa un posto di primo piano.
Le sue virtù sono tramandate da tempi antichissimi, addirittura ne fa un cenno anche la Bibbia nell’Ecclesiaste XII (“…e il cappero non avrà più effetto”), alludendo alle virtù di questa pianta.
Un autore cinquecentesco, Domenico Romoli, soprannominato “Panunto”, nel suo trattato culinario ''La singolar Dottrina'', afferma che: «...quei che mangeranno capperi non hauran dolore di milza, ne di fegato...son contrari alla melanchonia, proucano l'ourina...». Lo stesso autore non manca di accennare a presunte virtù afrodisiache, specificando che i capperi «fan vivace il coito».
Sarà per queste sue qualità (o più semplicemente per il sapore inconfondibile e delicato) che il cappero sta vivendo una nuova giovinezza, anche se la produzione negli ultimi anni è notevolmente scesa a causa dei costi di produzione e della manodopera.
A Salina il posto d’elezione del cappero è la piccola frazione di Pollara ed è qui che ogni anno, nella prima settimana di giugno, si danno convegno studiosi, accademici e patiti di vario genere per celebrarne ancora una volta le virtù.
La cerimonia inizia al tramonto, quando il sole si tuffa dietro l’Isola di Filicudi: è allora che i portatori cominciano ad imbandire i tavoli per la celebrazione.
Poi dalla vecchia chiesa di S.Onofrio cominciano ad uscire uno alla volta “le ancelle del cappero” seguite dai “devoti del cucuncio”, che fendendo la folla concitata depositano su lunghi tavoli il prezioso omaggio gastronomico.
Tutta la degustazione è a base di capperi. Dal semplice antipasto al panettone, per finire con la grappa, in un crescendo liberatorio che raggiunge il suo acme quando i musici intonano la celebre tarantella “La Mattanza del Cucuncio” e la folla, esaltata dal ritmo ossessivo, si lancia in sfrenate danze.
È un’esperienza sensoriale da provare assolutamente e che, per una sera, fa di questa piccola frazione “l’ombelico del mondo”.

venerdì 5 giugno 2009

Amministrative Leni: il giorno più lungo.

Siamo alle ultime battute: stasera i big chiuderanno la campagna elettorale. È il momento degli ultimi comizi, gli ultimi appelli, le ultime feste.
Le ultime speranze di giocarsi le carte rimaste e tentare (ancora) di convincere gli indecisi. Poi basta, comincerà la lunga attesa e toccherà agli elettori
Da questa sera ognuno si chiuderà nei propri pensieri per andare sabato, in piena coscienza, ad esprimere il proprio voto.
È il momento del silenzio elettorale e del ragionamento; ognuno sarà solo con se stesso, come sempre capita alla vigilia delle decisioni importanti.
Anche i tre candidati, esausti, dopo mesi di battaglia, comizi ed incontri si ritireranno nei loro quartier generale e aspetteranno il voto.
È il supremo rito della democrazia: finita la propaganda, esposti i programmi, spenti i riflettori il popolo idealmente unito in conclave inizia quel processo di riflessione che lo porterà ad emettere il proprio insindacabile verdetto.
Stasera, nel piccolo ed operoso comune di Leni, le strade saranno presumibilmente deserte e le luci delle case si spegneranno presto.
È l’inizio del giorno più lungo. Ognuno ripasserà mentalmente il film di questi ultimi mesi di campagna elettorale, per valutare chi veramente merita di guidarli nei prossimi anni.
Appuntamento a lunedì, quando arriveranno le prime indiscrezioni su chi avrà vinto.

Sfratto di facciata.

Lo sfratto è arrivato inaspettato e senza alcun preavviso per “uso indebito di facciata”.
Il prospetto, come dimostra la foto, è stato prontamente ripulito in modo da essere restituito al normale decoro.
Certo erano solo titoli, alcuni anche spiritosi, che parodiavano trame di celebri film senza offendere nessuno né mancare di rispetto alla collettività, ma tant’è… La “spazzatura” evidentemente era troppa.
Il trasloco è avvenuto in tutta fretta ed ora si cerca una nuova facciata dove poter continuare a proiettare, magari più a misura, di più basso livello perché quella era forse troppo impegnativa anche per fare un po’ di satira.
Ma una riflessione ci sta comunque al di fuori di tutto, questa sì impegnativa, a proposito di certo perbenismo, “…siete simili a dei sepolcri imbiancati i quali dall’esterno appaiono belli invece dentro…..anche voi all’esterno sembrate giusti agli uomini ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità”. (Matteo, capitolo 23)

giovedì 4 giugno 2009

Slow Food: intervista con l’apicoltore Giuseppe Papaleo

Nell’ambito della ricerca per i presidi Slow Food, sono emersi importanti responsi sul miele.
Per il secondo anno consecutivo, i ragazzi di Salina hanno partecipato ad un laboratorio a tema, capendo l’importanza di questo miracoloso prodotto.
L’apicoltore Giuseppe Papaleo, la cui famiglia svolge questa attività da generazioni, ha svelato anche dei retroscena tenuti per troppo tempo celati dalla scienza ufficiale.
«Ciò che le riviste scientifiche non dicono» ha attaccato senza mezzi termini il Papaleo «è che il miele, grazie alla sua particolare struttura molecolare, risulta essere un “addensante” sociale capace di cementificare i rapporti interpersonali.
I produttori diretti di questo alimento, le api, sono note per la loro laboriosità e perfetta cooperazione. Io e la mia famiglia siamo convinti che oggi, per precisi scopi politici, siano spinti sul mercato un certo tipo di prodotti piuttosto che il miele. Si è, cioè, preferito promuovere quei prodotti alimentari che tendono ad alienare ed isolare gli individui, assecondandone i peggiori istinti animali. In tal modo, la società è maggiormente governabile dall’alto.
Se invece tutti, con orari sincronizzati, si cibassero maggiormente di miele, innanzi tutto colmerebbero le proprie carenze affettive grazie alle componenti zuccherine… Poi, proprio come accade in un alveare, ci si organizzerebbe e si ottimizzerebbero i lavori quotidiani. In più nascerebbe una coesione difficile da contrastare ed avremmo un genere umano sicuramente più solidale e più attento a non farsi ingannare da spot pubblicitari o messaggi fallaci.
Il miele, infatti, oltre ad essere un perfetto antibiotico e quindi ottimo per prevenire molte malattie, assunto in certe dosi rende addirittura più arguti. Ecco perché è stato così importante far partecipare i ragazzi al laboratorio sul miele. Loro saranno gli amministratori di domani. Speriamo che arrivino svegli all’appuntamento».

mercoledì 3 giugno 2009

Pubblicizza la tua attività sul Cantaro.

Ristorante Sottirchio: mangi d’incanto sotto un cielo illuminato di stelle, dove gentilezza, cortesia ed eleganza qualificano quest’angolo tranquillo a ridosso del mare cristallino.
Esotico quanto basta, tradizionale ma non troppo, è il tipico appuntamento per intenditori dal palato fine che non disdegnano i sapori piacevolmente fruttati e persistenti dei vini locali.
Un filo di vento, un alito di fumo, per un tris di pizza al lume di candela in un posto unico e per gustare le meravigliose fragranze di agrumi, gelsomini e bougainvilla serviti in crema di bergamotto.
I tavoli in maiolica siciliana ospitano un ricco buffet di scorfani ripieni di gamberoni, accompagnati da un delizioso misto di coniglio in agrodolce guarnito con trance di agnello al forno.
Le pesche al malvasia, i babà al limoncello ed i dolcetti tipici eoliani, consumati su un tenue tappeto musicale, chiudono un dessert servito su un terrazzo tipicamente eoliano .

Salina: nuove scoperte archeologiche.

Nuove scoperte archeologiche illuminano il remoto passato di queste misteriose isole.
Dopo i ritrovamenti a Filicudi di due capanne preistoriche dell’età del bronzo in perfetto stato di conservazione, a Salina sono venuti alla luce “interrati” risalenti all’Età dell’Oro.
Al loro interno, un’area di lavoro con un focolare al centro che conserva in perfetto stato semi di lenticchie, orzo, grano e altri prodotti agricoli. Gli archeobotanici hanno inoltre ritrovato resti di capre ed altri animali domestici.
La cosa che ha più incuriosito gli studiosi è la forma rettangolare di questi manufatti lunghi fino ad 8,10 metri, rivestiti in pietra locale, edificati con tecnica raffinata e più volte riutilizzati come indica la malta liscia stesa a mano in epoca successiva.
Il manufatto, per lo più composto da un unico vano, era posto a un livello inferiore rispetto a quello del suolo esterno, in modo tale da non essere visibile. I pavimenti in cotto recano evidenti tracce di ripetuti trattamenti, mentre le ceramiche d’importazione di Santo Stefano sono decorate a mano con sottili incisi.
«Il ritrovamento» ci confida uno degli archeobotanici «mostra un’evoluzione dell’uso di questi “interrati” che in una prima fase, come dimostra il ritrovamento di capre ed altri animali domestici, erano stati concepiti come dei “pagghiari” per il ricovero degli animali. Lentamente si sono poi trasformate in abitazioni vere e proprie, come svelano i semi di lenticchie e di altri tipi di minestra. Lo studio di queste sostanze ci darà elementi più approfonditi sulla tipologia di cibo che si mangiava all’epoca e anche sulla cultura gastronomica di queste popolazioni».
Il materiale fittile recuperato possiede già le forme tipiche della facies culturale che da Capo Faro arriva fino al Mancuso di Pollara.
Ancora misterioso il motivo del frettoloso ed improvviso abbandono di questi manufatti da parte della popolazione locale. È probabile che la scarsa difendibilità giuridica di questi siti ne abbia anche segnato la loro improvvisa fine.

martedì 2 giugno 2009

Salina: clamorosa protesta per l’aumento dei prezzi nel porto turistico.

Clamorosa protesta da parte di consiglieri comunali, pescatori, barcaioli, diportisti e semplici cittadini per l’aumento delle tariffe nella darsena del porto turistico di S. Marina Salina.
Esasperati dalla crisi e dai continui aumenti, hanno occupato l’area portuale formando un catena umana che ha praticamente impedito l’accesso sia al porto turistico che a quello commerciale.
È dovuto intervenire anche il Circo del Mare, bloccando per diverse ore il sistema semaforico intelligente che da qualche giorno regola l’attracco dei mezzi.
Momenti di tensione si sono registrati anche tra i manifestanti, in quanto, per chiudere l’imboccatura, in molti si sono dovuti gettare in mare.
Durante questa operazione ci sono state accese discussioni su chi dovesse andare in acqua e chi invece doveva restare sulla banchina.
Le lamentele sono state così forti da raggiungere anche la vicina frazione di Lingua, dove gli abitanti si sono precipitati per strada temendo l’arrivo di qualche terremoto.
La protesta, ripetiamo, clamorosa, è andata avanti per qualche ora. Poi, il deciso peggioramento delle condizioni meteo ha consigliato anche i più determinati ad uscire dall’acqua.
Una motovedetta giunta nel frattempo da Lipari li ha tirati a bordo, dove sono stati prontamente soccorsi e rifocillati con bevande calde e cibo.
Il contenzioso su questo che è l’unico vero porto turistico delle Eolie risale a qualche anno addietro, ma fino ad oggi l’oculata gestione dei posti barca non aveva creato eccessivi problemi.
Ma l’uscita della locale Cooperativa che gestiva la struttura e l’affidamento ad una Società privata, dava l’avvio a questo braccio di ferro che con l’estate alle porte non promette nulla di buono.
«È la solita politica che penalizza i più disagiati e le fasce più deboli della popolazione. Ci chiediamo come farà un pensionato a pagarsi un posto barca di 600 euro ad agosto. E se consideriamo che la “perimetrazione” impedirà anche il parcheggio nelle zone limitrofe, saremo costretti in pratica a rinunciare alla vacanza» ci dice un arzillo pensionato.
Anche i pescatori che prima usufruivano dello sconto “residente” sono sul piede di guerra.
«Il pescato è scarso, le leggi ci impediscono praticamente di pescare, il carburante aumenta e ora ci si mette pure l’aumento del posto barca. Sarà meglio cambiare mestiere».
Al termine di una giornata convulsa è intervenuta anche la Regione, che in tutta fretta ha allestito un tavolo per concertare una via d’uscita a questa spiacevole situazione.

Il Cantaro-cult: Il Dolce Saladino di Richard Koppolaskij

Dopo un lungo silenzio torna sulle scene Richard Koppolaskij, regista americano dalle lontane origini polacche, con un film che ripercorre l’epopea del “Feroce Saladino”.
Dalle vicende iniziali, quando l’intransigenza ed il dovere lo facevano passare su ogni cosa gli si parasse di fronte, il serrato montaggio degli avvenimenti ci conduce al periodo introspettivo dell’esilio volontario, fino al suo “messianico” ritorno.
Toccante ritratto di un uomo che ritrova nell’avanzare degli anni una inusitata “dolcezza”, frutto delle esperienze passate. Koppolaskij traccia le linee di un uomo nuovo, amante degli animali e del dialogo, un novello profeta che vede al suo passaggio le acque aprirsi come per incanto.

lunedì 1 giugno 2009

Una corriera per il tramonto

In attesa che venga finalmente nominato il Consiglio di Amministrazione del C.I.T.I.S. (Consorzio Intercomunale Trasporti Isolati Socialmente), utenti ed albergatori rumoreggiano perché le corse verso Pollara risultano ormai insufficienti.
Le scuse del contratto regionale, dell’esiguità degli introiti, e quindi della necessità di portare avanti una politica manageriale, sanno ormai di stantio: si vuole a tutti costi un servizio sociale e mortificare un luogo come Pollara equivale ad essere co-responsabili (se non diretti colpevoli) del decadimento economico di Salina. Inutile dare spiegazioni fallaci. La gente non ci sente e continuerà a ribadire i propri concetti.
Nonostante si possa ammettere che Pollara abbia ricevuto un grande colpo dal crollo della propria spiaggia, c’è chi si sta impegnando per valorizzarla seguendo altre vie.
Il classico aperitivo, viatico di ogni malessere sociale, è approdato anche laggiù, in quella terra un tempo sperduta. Adesso si tratta di renderlo un elemento unico, abbinandolo alla visione del più bel tramonto presente sul globo terracqueo.
Ecco allora che il servizio di trasporto può far girare completamente il vento di squallore in cui era caduta la piccola frazione, tanto amata dai turisti.
Il suggerimento che quindi danno alcuni operatori turistici, che in primis guardano al bene della collettività, è quello di mettere mano finalmente agli orari e scrivere espressamente: “CORSA DEL TRAMONTO”. In questa maniera, indipendentemente dall’orario in cui tramonta il sole, i bus effettueranno una corsa verso Pollara. Naturalmente, siccome non sposta nulla far fare anche 40 minuti di straordinario agli autisti, si attenderà che i passeggeri terminino con calma il loro aperitivo.
Dovrà essere cura di dirigenti e consiglieri tenersi aggiornati via internet sugli orari dei tramonti e dare regolare comunicazione ad alberghi e ristoranti entro le ore 10 del mattino stesso.
Gli interessati dovranno lasciare il proprio nominativo in ufficio, aperto anche la domenica sera, affinché possano essere contattati telefonicamente. Tutto questo in attesa di un sevizio porta a porta.
Se finalmente si opererà almeno in questo senso, le Eolie potranno iniziare a considerarsi anch’esse competitive.

Una nuova minaccia all’orizzonte

Le ultime notizie sembravano confortanti per le Eolie. Lo “sbarco” degli americani sembrava aver portato nuova linfa all’economia delle isole.
Ma una lunga ombra sembra voler incombere sulle teste degli isolani.
Nelle ultime ore, infatti, è giunto in redazione un comunicato dell’O.L.E. (Organizzazione Liberazione Eolie), gruppo militante che pare intenda riportare l’arcipelago ad una condizione arcaica.
Ancora non c’è nulla di certo, potrebbe trattarsi di uno scherzo, ma alcuni episodi sembrano decisamente suggerire il contrario. Uno di questi è capitato proprio durante la serata tenutasi a Malfa con i tour operator ed i giornalisti americani, di cui abbiamo parlato. Non abbiamo detto nulla per non creare allarmismi, ma ad un certo punto c’è stato un improvviso black-out.
Sembrava un guasto tecnico…
«Dietro quel piccolo incidente c’eravamo Noi. Non c’è voluto molto, è bastato staccare un semplice filo. Senza che nessuno se ne accorgesse. Al contrario di quanto la propaganda di regime ha cercato subito di spiegare: questa volta non è stato un problema dell’ENEL. Non basta» continua gelido il comunicato «che sui vari siti web eoliani gli addetti al settore turistico abbiano predicato di lasciare le isole così come sono; questo è solo fumo negli occhi. Le Eolie debbono tornare quel mistero della natura che si riflette per “sette volte nelle acque ”. Bisogna puntare all’autarchia (autosufficienza). A questo comunicato, ne seguiranno presto degli altri!».
Se tutto ciò fosse vero, si tratterebbe di un fatto che avrebbe effetti dirompenti sui già fragili equilibri dell’intera area insulare del basso tirreno.
Se poi a tutto questo uniamo gli sconvolgimenti politici a livello regionale, il rimpasto della giunta a Lipari, le imminenti elezioni amministrative di Leni e le frizioni sempre più latenti tra le varie isole, il quadro che ne uscirebbe fuori potrebbe essere gravido di incognite.
Di certo è che in questo mondo globalizzato aumentano i movimenti che si richiamano a queste forme di “ritorno all’antico” e di difesa delle proprie identità violate.
Fino ad ora il fenomeno era rimasto confinato a livello di discussione da bar, ma questa rivendicazione rischia di riportarci indietro di decenni.
Non possiamo fare altro che aspettare ed appurare se si tratti di un bluff.